AMBIENTE - CIOCIARIA, TERRA DEI VELENI

  • Tommaso Villa

Se la Campania è la terra dei fuochi, il Lazio è, ormai, tristemente la terra dei veleni, in particolare la Ciociaria. L'incendio della Remat ha nuovamente messo in luce la fragilità del territorio, l'indifferenza della politica regionale e il cupio dissolvi, irreversibile, in corso. Sembra di assistere ad un omertoso disinteresse che desta sconcerto e condanna all'infernale oblio questo territorio.

Penso all'ecomostro di vie le Lame (nella foto), penso al disastro dei Nocioni, penso alla discarica di Roccasecca, al Sin della Valle del Sacco e in fieri a quella di San Giovanni Incarico che, per dirla alla Manzoni, non s'ha da fare. Cari onorevoli e consiglieri, quella discarica non s'ha da fare.

Eppure una politica di cartone, ridicola, oltraggia questo territorio con iniziative assurde se non vomiteveli. Come si fa a scambiare lucciole per lanterne? Come si si può dire che è necessaria la riperematrazione del Sin perchè i valori dei metalloidi sono bassi quando ancora l'esabetaclorocicloesano miete vittime? Che senso ha? Perchè queste affermazioni? Affermazioni meritorie e degne di nota quanto quelle di Lucio Migliorelli che, in una recente intervista ha affermato “Sono fiducioso nell’operato degli inquirenti e dei magistrati della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino e approfitto di questa circostanza per rivolgere un appello ai cittadini: chiunque avesse informazioni utili al buon esito delle indagini riferisca subito ai carabinieri o alla magistratura”.

Cosa dovrebbero sapere i cittadini che lui non sa? La remat era per caso un atelier nationaux di matrice comunitaria? Per sapere qualcosa dovrebbero aver visto qualcosa. E cosa dovrebbero aver visto? Francamente, perchè il sig. Migliorelli non incontra la popolazione di San Giorgio e dintorni e spiega loro come funzionava la Remat?

Perchè non prova a tranquillizzare le persone sui valori alti dei furani, del pcb e delle diossine? Perchè non prova a spiegare a tutta la popolazione le migliorie e le accortezze apportate dopo il primo incendio del 2025?

Credo che la popolazione di San Giorgio a Liri, della Valle dei Santi, abbia bisogno di risposte e per cercare la verità non serve ricorrere al lanternino di Diogene: basta con l'ipocrisia. Alla magistratura il compito delle indagini che noi tutti ci auguriamo serrate, stringenti e intransigenti. Dura lex, sed lex.

Lorenzo Fiorini - Psi