L'INIZIATIVA - UN ENZOBOLLO PER SERENA MOLLICONE
- Tommaso Villa
C’è un’immagine che negli ultimi giorni sta girando sui social: un francobollo con il volto di Serena Mollicone, la ragazza di Arce uccisa nel 2001. In tanti lo hanno scambiato per un’emissione ufficiale dello Stato, qualcuno addirittura per un nuovo francobollo di Poste Italiane dedicato alla Giornata contro la violenza sulle donne.
La verità è un po’ diversa, ma non meno significativa.
Quello che vediamo non è un francobollo “vero”, di quelli che valgono per spedire una lettera. È un enzobollo, un elaborato grafico creato da Enzo Piccolin, collezionista e autore del progetto MIPE – Marcofilia Italiana. Da anni Piccolin realizza piccole emissioni tematiche, ognuna pensata come un gesto di memoria civile: personaggi, anniversari, ricorrenze, storie che meritano una cornice simbolica.
Tra queste storie, nel 2022, Piccolin ha scelto anche quella di Serena. Un omaggio nel giorno del suo quarantesimo compleanno, come a dire che il tempo passa, ma certe ferite restano aperte, e certe verità non dovrebbero mai sbiadire.
Non è un francobollo ufficiale, insomma. È qualcosa di diverso: un segno, un piccolo gesto di chi ha sentito il bisogno di dedicare un’immagine a una ragazza che è diventata, suo malgrado, un simbolo della richiesta di giustizia.
E forse è proprio questo il punto. In quei pochi centimetri di carta – o, in questo caso, di pixel – c’è il modo in cui molti italiani continuano a ricordare Serena: non come un caso giudiziario, ma come una ferita collettiva. Una storia che appartiene a una comunità intera, non solo al paese in cui tutto è iniziato.
Un enzobollo non cambia il corso dei fatti. Ma racconta che c’è ancora qualcuno che non ha smesso di pensare a lei. E, a volte, anche questo conta.