GAZA - ISRAELE UCCIDE E CANCELLA LE PROVE

  • Tommaso Villa

Durante il cosiddetto cessate il fuoco a Gaza, i terroristi israeliani hanno ucciso in media un bambino al giorno.

Leggete cosa ha dichiarato Edouard Beigbeder, Direttore regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente: “Un cessate il fuoco che comporta la morte di un bambino in media ogni singolo giorno sta venendo meno alla sua funzione di proteggere i bambini. Con altre centinaia di bambini feriti, molti dei quali gravemente, i bambini di Gaza stanno ancora aspettando la fine della violenza che era stata loro promessa”.

E ancora: “Per i bambini di Gaza, il vero banco di prova è semplice: cesseranno le uccisioni? Gli aiuti li raggiungeranno in misura adeguata? Gli ospedali riapriranno e l’acqua tornerà a scorrere? I bambini torneranno a scuola in sicurezza a settembre? I bambini hanno già sentito promesse in passato. Questa volta, gli accordi devono tradursi in azioni concrete”.

Vi ricordate quando Fratelli d’Italia parlava di “Giorgia Meloni complice di pace”? Vi ricordate quando ministri e parlamentari ringraziavano Donald Trump dopo aver dato vita al cosiddetto Board of Peace? Sappiate che questa è la “pace” di cui parlano. Una pace durante la quale, ogni giorno, viene ammazzato almeno un bambino palestinese.

Una pace durante la quale i terroristi israeliani stanno anche cancellando le prove dei loro crimini. Lo ha spiegato benissimo l’Euro-Med Human Rights Monitor: “Le forze israeliane, insieme a contractor civili israeliani, stanno conducendo un’operazione su vasta scala e ben organizzata per rimuovere e smaltire le macerie dai quartieri e dalle strutture distrutte nella Striscia di Gaza, trasferendole dalle aree sotto il loro controllo militare al di fuori della Striscia.

Tutto ciò avviene senza alcuna registrazione ufficiale delle quantità rimosse né alcuna supervisione indipendente, e prima che le commissioni investigative internazionali e locali abbiano avuto la possibilità di ispezionare, esaminare e documentare i siti. Questo rischia di distruggere prove cruciali del genocidio e i resti delle vittime ancora disperse sotto le macerie”.

E ancora: “Queste operazioni non rientrano in sforzi umanitari organizzati per il salvataggio dei dispersi, la riapertura delle strade o la preparazione alla ricostruzione. Al contrario, Israele agisce unilateralmente all’interno di aree chiuse sotto il suo controllo militare, demolendo gli edifici rimanenti e poi frantumando, mescolando e trasportando le macerie prima che squadre forensi, esperti di prove e specialisti in ordigni inesplosi possano esaminare, documentare e preservare i siti, insieme alle prove e ai resti umani”.

Leggete ancora: “Queste azioni si inseriscono in un quadro più ampio che comprende la demolizione con bulldozer di siti ritenuti contenenti fosse comuni, l’assalto e il danneggiamento di ospedali e strutture mediche sospettati di essere teatro di gravi crimini, la continua demolizione di edifici nelle zone controllate dai militari e gli attacchi contro i giornalisti palestinesi. Inoltre, agli investigatori internazionali e ai media indipendenti è stato impedito l’accesso alle aree più gravemente danneggiate”.

In questi mesi ho sempre parlato di “genocidio a bassa intensità”. Ed è proprio così. I terroristi israeliani hanno ridotto l’intensità con cui stanno portando avanti il genocidio per diversi motivi. Innanzitutto perché Israele ha invaso il Libano (proprio in queste ore sono ripresi gli attacchi nella parte meridionale del Paese) e, insieme agli Stati Uniti, ha aperto un nuovo fronte di guerra contro l’Iran. Ma c’è anche un altro aspetto: i terroristi israeliani sono impegnati a rimuovere le prove dei loro crimini.

Ricordo che l’articolo 70 dello Statuto di Roma, il trattato internazionale che ha istituito la Corte penale internazionale, considera un reato contro l’amministrazione della giustizia della Corte la distruzione, l’alterazione o la cancellazione delle prove. Di fronte a tutto questo, avete sentito qualche politico europeo pronunciare qualche parola? Assolutamente nulla! E ancora oggi quell’ectoplasma chiamato UE non ha approvato una sola sanzione contro il terrorismo di Stato sionista.

Alessandro Di Battista

Testo e foto da Scomode Verità