CECCANO AMBIENTE - IL MINISTRO DELUDE GLI AMBIENTALISTI

  • Tommaso Villa

Troviamo totalmente insufficienti e superficiali le risposte del ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin alla interrogazione parlamentare del 22 aprile 2026 sulla questione della Valle del Sacco da parte di Alleanza Verdi Sinistra-Avs. Infatti, il Ministro ha detto che i dati relativi alle procedure correlate alla bonifica in questione saranno fornite presto senza però specificare modalità e tempistiche.

Considerato che in quattro anni di governo non è stata fornita alcuna informazione, quanto ancora dovranno aspettare i cittadini del territorio per avere indicazioni più precise sullo stato di attuazione, con sintesi dello stato di esecuzione degli interventi di bonifica e dello stato di avanzamento finanziario?

L'area del SIN Valle del Sacco, a partire da Anagni, negli ultimi giorno è stata per l'ennesima volta investita da liquami dal colore verde scuro e dall’odore nauseabondo, poi defluiti lungo il corso naturale del fiume, interessando diversi comuni della provincia di Frosinone, come Supino, Morolo, Patrica e Ceccano; nei giorni successivi nuovi analoghi episodi sono stati registrati nel territorio di Castro dei Volsci, tra Sgurgola e Falvaterra, lambendo il territorio di Ceccano.

Mentre ci si impegna per realizzare fabbriche di armi ad Anagni, ignorando trasparenza e partecipazione della popolazione locale, i dati epidemiologici peggiorano di anno in anno e il governo ignora la salute delle persone. La Valle del Sacco resta infatti uno dei territori simbolo della lunga emergenza ambientale del Centro Italia, con una storia segnata da contaminazioni, procedimenti di bonifica incompleti e allarmi sanitari che hanno alimentato negli anni un sentimento diffuso di sfiducia verso nuovi insediamenti industriali potenzialmente impattanti.

In questo quadro, l’ipotesi di una fabbrica legata alla filiera degli esplosivi viene letta da una parte consistente del territorio come un cambio di rotta incompatibile con la richiesta, avanzata da tempo, di risanamento ambientale e rilancio fondato su attività diverse. In questa vicenda si incrociano almeno tre livelli. C’è il piano industriale, con la proposta di un impianto destinato alla produzione di basi per nitroglicerina.

C’è il piano ambientale, che richiama la condizione di un’area inserita nel perimetro del Sin del Bacino del Fiume Sacco. E c’è infine il piano politico e simbolico, perché la discussione riguarda il tipo di futuro che si immagina per un territorio da anni associato a bonifiche lente, crisi ambientali e richieste di rilancio. È proprio questo intreccio a rendere il caso Anagni molto più ampio di una normale pratica autorizzativa: qualunque decisione finale finirà per essere letta come un segnale sul rapporto fra sviluppo, tutela della salute e priorità pubbliche.

La storia dell’inquinamento di questi territori è lunga, lo stato di emergenza è stata deliberato vent’anni fa e mai sono state realizzate le bonifiche. L'impegno di Europa Verde Ceccano, in sinergia con Sinistra Italiana, continuerà senza sosta, al fine di non far calare ancora una volta l'oblio sul dramma della Valle del Sacco: chiediamo ecogiustizia subito per la Valle del Sacco!