ECONOMIA - ATTIVATA LA MOBILITA' PURE ALLA HENKEL
- Tommaso Villa
L'allarmante stillicidio delle aziende in difficoltà nel sud Lazio non conosce fine. Anche la Henkel di Ferentino ha chiesto, in questi giorni, l'attivazione della mobilità volontaria che, in sostanza, vuol dire riduzione del personale nell'immediato e, in fieri, drastico ridemensionamento della produttività. Alla fine, tuttociò lascia presagire, nel medio periodo, il totale disimpegno della grande multinazionale chimica in terra ernica. Insomma, un'altra importante azienda che è a rischio chiusura.
Questo dimostra quanto siano inefficaci le cure dell'attuale governo che manifesta limiti programmatici evidenti che rendono sempre più marcata la tendenza alla desertificazione industriale in atto nel basso Lazio.
Particolarmente drammatica la situazione dello stabilimento Stellantis di Cassino che, mai nei suoi 54 anni di esistenza, aveva raggiunto limiti occupazionali così bassi e soprattutto stop produttivi così lunghi come oggi. La situazione di Cassino Plant è preoccupante, bene fanno i sindaci a chiedere un intervento del governo e bene fanno a questo punto a coinvolgere, con la manifestazione del 20 marzo, tutte le parti sociali.
Il momento storico è delicatissimo. Se chiude la Stellantis, salta l'intero comparto industriale del basso Lazio. Forse al ministro Urso e alla premier Meloni questo non è ancora chiaro. Sarebbe una ecatombe sociale ed economica. Si vivrebbe lo stesso dramma, con le debite differenze, che si sta vivendo a Taranto. L'ex Ilva, in amministrazione controllata Mimit, oggi non è un insediamento industriale che ha futuro, per le tante gravissime emergenze ambientali disattese e genera mensilmente debiti per 70 80 milioni di euro con una produzione ridotta ai minimi storici.
Anche per Cassino dobbiamo attenderci la stessa fine? Indigna la totale latitanza della proprietà intenzionata, latentemente, a liberarsi di Cassino Plant i cui costi di gestione, con la produzione praticamente ferma e senza un piano aziendale credibile, sono ingenti e in parte a carico di noi tutti, visto il costante e crescente ricorso agli ammortizzatori sociali.
Serve chiarezza. Il governo ha il dovere istituzionale e morale di ammonire la proprietà, di imporre un chiaro e doveroso aut aut, di esercitare, nei modi previsti e con evidente urgenza, il golden power. Il valore strategico dell'insediamento cassinate è immane e la perizia delle maestranze, oggi a braccia conserte, è indiscutibile: non si possono cancellare con una spugna 50 anni di crescita economica e sociale. In questo contesto appaiano fuoriluogo gli entusiasmi di qualcuno che continua a vaticinare mirabolanti interventi regionali che faranno crescere il territorio.
Basta propaganda. Il territorio chiede lavoro, chiede continuità lavorativa, chiede crescita economica e stabilità sociale oggi in serio pericolo. Per inciso i fondi Step e similari sono ripartizioni del Fser regionale 2021 2027, comuni a tutte le regioni, su base pluriennale, nulla di più e nulla di meno. In Piemonte, per esempio, sono a bando cento milioni, (nel Lazio 85 milioni), idem Toscana.
Anche la regione Campania ha messo a bando con la misura Step 50 milioni, pur avendo la ZES, unica vera grande azione strutturale che dispone di fondi e investimenti di grande rilevanza e che il Lazio, con l'attuale establishment, può vedere solo in cartolina.
Lorenzo Fiorini PSI