LUTTO - ARPINO E LA CIOCIARIA PIANGONO SANDRO MAZZOLA

  • Tommaso Villa

È morto Sandro Mazzola, uno dei grandi protagonisti del calcio italiano del Novecento. Aveva 83 anni. La notizia è stata annunciata dall’Inter, la squadra alla quale ha legato praticamente tutta la sua carriera.

Per Arpino, però, la scomparsa di Mazzola ha un significato particolare. Sua madre, Emilia Ranaldi, era arpinate e proprio nella città di Cicerone affondava una parte importante delle radici familiari del campione. Un legame che negli ultimi anni è riemerso anche grazie ad alcune ricerche locali e, soprattutto, al ritrovamento di documenti privati della famiglia.

Nel 2024, durante lo sgombero di un’abitazione appartenuta a familiari arpinati, furono infatti ritrovate alcune lettere datate 1945, scritte su carta intestata dell’Associazione Calcio Torino e firmate da Valentino Mazzola. Erano indirizzate ai cognati e agli zii di Arpino. Nella corrispondenza compare anche Emilia Ranaldi, che nelle lettere si firmava “Emiliana”. Documenti semplici e familiari che mostrano come i rapporti con Arpino fossero ancora vivi negli anni in cui Valentino Mazzola stava diventando il simbolo del Grande Torino.

A ricostruire questa storia è stato anche l’avvocato Daniele Del Monaco, che da anni raccoglie testimonianze sul rapporto tra la famiglia Mazzola e Arpino. Secondo i ricordi da lui raccolti tra gli abitanti della zona, anche Sandro sarebbe venuto ad Arpino da ragazzo, trascorrendo del tempo presso gli zii e giocando con altri giovani davanti alla loro abitazione. È un particolare che appartiene alla memoria orale locale, ma che si inserisce in un quadro familiare documentato dalle lettere ritrovate.

Dopo la morte di Valentino Mazzola nella tragedia di Superga del 4 maggio 1949, Sandro tornò a vivere con la madre. Le ricostruzioni biografiche confermano che Emilia Ranaldi fu la prima moglie di Valentino e la madre di Sandro e Ferruccio Mazzola.

La storia calcistica di Sandro Mazzola è nota: 565 presenze e 161 reti con l’Inter, quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Inter Ma per Arpino oggi c’è soprattutto un’altra storia da ricordare: quella di Emilia Ranaldi, delle lettere conservate per decenni in una casa arpinate e di un legame familiare che collega uno dei nomi più importanti del calcio italiano alla nostra terra. Un filo sottile, forse poco conosciuto fuori dalla Ciociaria, che oggi torna alla luce insieme al ricordo di Sandro Mazzola.