FROSINONE - NO A QUESTO BRT
- Tommaso Villa
Si è tenuto stamane, a sorpresa per anticipare la ridicola inaugurazione di Mastrangeli, e con grande partecipazione cittadina, il flashmob organizzato dal movimento Frosinone 2050 in un raro momento di stop del traffico a causa della calura estiva, per denunciare le gravi criticità dell’imminente Bus Rapid Transit (BRT) a Frosinone.
Quella che l’Amministrazione Mastrangeli, in vista della partenza prevista per inizio settembre (e ora in piena fase operativa con l’istituzione di rigidi divieti di sosta lungo il percorso), continua a presentare come una svolta storica per la viabilità, si sta rivelando un’occasione persa per realizzare una mobilità pubblica veramente funzionale ed ecocompatibile nel capoluogo.
Il flashmob è stato occasione di presentazione per la lista civica Frosinone 2050. Oltre ai cittadini presenti nonostante il poco preavviso, ringraziamo per la presenza esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, Rifondazione Comunista, Arci, 5 stelle, la Rete, Agorà, e importanti persone della società civile come il filosofo Filippo Cannizzo e il professore Salvatore Savo.
Durante l’incontro, i cittadini scesi in piazza hanno ribadito a gran voce e con estrema chiarezza un concetto fondamentale: quello che si sta realizzando a Frosinone non è un vero BRT, ma un semplice autobus che transita per meno di 2 chilometri nella zona più trafficata della città.
Un sistema BRT efficiente non è un mezzo che viaggia su una corsia banalmente dipinta di verde sull’asfalto. Si tratta di un’infrastruttura complessa, che l’attuale amministrazione sta tradendo nei suoi pilastri fondanti, rischiando di creare più disagi che benefici per residenti e commercianti.
I difetti del “finto” BRT denunciati durante la manifestazione sono stati i tempi di percorrenza incerti e tracciato irrisorio: Il mezzo coprirà una distanza inferiore ai 2 km nel cuore congestionato del capoluogo. Solo poche centinaia di metri saranno realmente libere dall’intralcio del traffico cittadino. Il rischio concreto, denunciato in piazza, è di trovarsi di fronte a un normalissimo, e lento, servizio di linea urbano.
Nessuna separazione fisica: È stata evidenziata la mancanza di cordoli e barriere invalicabili. Senza un tracciato fisicamente isolato, le corsie si trasformeranno inevitabilmente in zone di sosta abusiva, annullando la rapidità del servizio e peggiorando la circolazione cittadina.
Zero priorità semaforica: In assenza di una tecnologia che allunghi il verde al passaggio del mezzo, l’autobus rimarrà bloccato agli incroci esattamente come qualsiasi altra auto, azzerando totalmente il presunto vantaggio della corsia preferenziale. Fermate lente e inadeguate: Invece di realizzare vere “stazioni” dotate di banchine rialzate per l’accesso a raso – indispensabili per facilitare l’ingresso in sicurezza a carrozzine per disabili e passeggini – e di biglietterie a terra, si stanno installando le tradizionali, e obsolete, fermate dell’autobus.
Danno a parcheggi e commercio: La “verniciata” sull’asfalto e i nuovi divieti di sosta operativi lungo il tracciato hanno eliminato di fatto quasi 200 posti auto tra via Aldo Moro, via Don Minzoni, via Puccini e via Marittima. Nel frattempo, i posteggi di interscambio previsti (via Mola Vecchia, via Licinio Refice) non saranno pronti prima di mesi, mentre quello in via Maria rimane solo sulla carta, infliggendo una grave penalizzazione economica alle attività commerciali della zona.
La proposta lanciata dalla piazza per un BRT utile alle persone. Frosinone sconta un altissimo tasso di motorizzazione e una situazione ambientale gravemente compromessa, che si riflette pesantemente sulla salute pubblica. I manifestanti hanno chiesto a gran voce che questo progetto venga modificato in corsa per realizzare un servizio che garantisca percorsi protetti e si muova in sicurezza su tracciati fisicamente separati dal traffico veicolare, riducendo per davvero traffico e smog.
Colleghi la città organicamente e unisca i luoghi cardine per chi vive la città Investa in infrastrutture e tecnologia, cioè sia dotato di veri nodi di interscambio, monitoraggio in tempo reale (visibile per l’utenza tramite tabelloni elettronici) e politiche tariffarie premianti.
Il flashmob ha dimostrato che la città esige trasparenza, partecipazione e una visione alternativa a quella di chi sta amministrando. Per questo abbiamo iniziato un viaggio attraverso ogni quartiere del capoluogo, dal cuore del centro alle periferie. Questo non sarà un cammino di soli rappresentanti, ma un’onda di cittadine e cittadini, forze politiche, sociali, ambientaliste e associative, unite da una visione comune. Venite a condividere le vostre idee, i vostri progetti, la vostra passione. Insieme, passo dopo passo, quartiere per quartiere, costruiremo la Frosinone che vogliamo vivere nel futuro. Il sole di “Frosinone 2050” sta sorgendo. Unitevi a noi. Insieme, siamo la forza di una città possibile
