ISOLA LIRI - BINET, MARCO VISCOGLIOSI ESCE ALLO SCOPERTO

  • Tommaso Villa

Una azienda industriale non è il giocattolo dell’imprenditore che lo usa finché si diverte e poi lo butta via quando non gli piace più.

Una azienda è un patrimonio nazionale per la capacità di generare export e di contrastare import, che nel caso della Binet è valso all’incirca 120 milioni di euro in 40 anni di attività; è un patrimonio locale per la capacità di produrre occupazione e distribuire reddito che nello stesso periodo ha generato circa 40 milioni di euro di stipendi e salari; è un patrimonio industriale quando, come nel caso della Binet, è ormai l’unica azienda al mondo a produrre feltri marcatori che sono il core business di alcune aziende nazionali e internazionali di primissimo livello, quando è l’unica azienda nazionale a produrre feltri tissue competitivi con i tre maggiori competitors internazionali, quando è l’unico feltrificio al mondo a possedere un sistema di calcolo computerizzato diverso dai sistemi empirici e statistici utilizzati da tutti gli altri.

Quando si ha contezza di ciò, un imprenditore che capisce di non poter assicurare la continuità diretta per raggiunti limiti di età, per mancanza di ricambio generazionale e per difficoltà finanziarie accumulatesi nel tempo, ha uno specifico dovere: trovare qualcuno che possa raccogliere la propria eredità e farne tesoro.

Erano forse 10 anni che in Binet cercavamo un partner che potesse subentrarci, abbiamo interpellato gli altri due competitor italiani, abbiamo trattato con un russo, un indonesiano, due indiani e un brasiliano. Solo quest’ultimo si è dimostrato concretamente disponibile a prendere in mano la situazione e a credere nel futuro di questo gioiellino tecnologico che è stato la Binet e che mi auguro sarà la Phenix-Binet.

Ovviamente per funzionare questa continuità indiretta ci sarà bisogno dell’impegno e della buona volontà di tutti, in primis del Tribunale di Roma che omologhi la cessione, poi dei dipendenti che accettino di buon grado il nuovo datore di lavoro e collaborino nel migliore dei modi, poi dei fornitori che non mettano i bastoni fra le ruote a questa start-up di belle speranze. Noi soci e amministratori di Binet sul Liri resteremo a fianco delle maestranze e dei nuovi imprenditori per aiutarli e guidarli nella transizione come farebbe ogni bravo padre con il proprio figlio fino a quando avremo la forza fisica per farlo perché sentiamo che ciò sia buono e giusto.

Concludo ringraziando tutti coloro che ci hanno affiancato in questi 40 anni, che hanno apprezzato i nostri prodotti, che hanno creduto in noi e che ci hanno aiutato, ringrazio la società Phenix che si farà carico della continuità e i dipendenti di Binet che parteciperanno anche come quotisti della nuova società avendoci creduto e avendo voluto fortemente che questa storia non finisse qui.

Ricordo che la Binet sul Liri è probabilmente la più antica azienda del mondo ad operare nella location originaria, risalente al 1809 quando un antenato di mia madre vi fondò il lanificio Lambert-Mazzetti, poi diventato Lanificio Angelo Viscogliosi nel 1929, poi diventato Feltrificio sul Liri nel 1958, poi diventato Binet sul Liri nel 1987 e che dal 1º Settembre 2026 sarà Phenix-Binet & Co. Una storia che dura quindi da 215 anni, un luogo di lavoro che ha visto 6 generazioni di imprenditori e di lavoratori, che hanno vissuto e resistito a due guerre mondiali, all’Unità d’Italia, al ventennio fascista, alla crisi petrolifera del 1972, alle crisi dell’industria cartaria degli anni ‘80 del secolo scorso, all’introduzione dell’euro, alla crisi finanziaria internazionale del 2008, al Covid del 2020 e alla guerra russo-ucraina del 2022, ma siamo persone di mondo e sappiamo che così è la vita, che ci sono dei momenti belli e dei momenti più difficili, che bisogna restare umili nei primi e tenere duro negli altri perché dopo ogni massimo seguirà un minimo e dopo ogni minimo seguirà un massimo.

Personalmente sono molto fiducioso nel successo di Phenix-Binet perché sarà guidata da giovani imprenditori molto determinati, perché ha in progetto una totale ristrutturazione del reparto tessitura che comporterà enormi miglioramenti di efficienza e di risparmi energetici, perché ha un mercato internazionale ormai consolidato e in ulteriore crescita, perché ha dei dipendenti bravi e competenti come pochi, perché ha dei clienti fidelizzati importanti, perché ha un know-how che non ha nessun altro, perché riparte senza i pesanti debiti bancari e fiscali che di fatto hanno reso la vita difficile a Binet sul Liri, perché ha una struttura societaria in grado di attrarre dei finanziamenti a fondo perduto o fortemente agevolati che consentiranno gli investimenti programmati, quindi ancora grazie a tutti e lunga vita a Phenix-Binet & Co.!

Marco Viscogliosi