CIOCIARIA - IL SILENZIO ASSORDANTE DEL PD

  • Tommaso Villa

Mentre la Ciociaria affronta sfide decisive per il proprio futuro, il Partito Democratico provinciale sembra impegnato soprattutto a risolvere o ingigantire i propri problemi interni. Da mesi il dibattito politico che arriva ai cittadini parla di congressi, correnti, equilibri, ricomposizioni, fedeltà e persino di amministratori locali finiti sotto osservazione per collaborazioni istituzionali con esponenti del centrodestra. Temi che possono interessare gli addetti ai lavori, ma che difficilmente rappresentano le priorità di una provincia che continua a perdere peso economico e politico.

Nel frattempo, la Regione Lazio procede con scelte che rischiano di rafforzare ulteriormente il ruolo di Roma rispetto ai territori periferici. Il dibattito sul Consorzio Industriale, la crescente presenza di figure politiche provenienti dalla Capitale nei processi decisionali che riguardano la nostra provincia e il progressivo accentramento delle leve strategiche dovrebbero essere al centro dell'azione di una forza di opposizione.

E invece il silenzio appare assordante. Nessuno nega l'importanza delle battaglie sulla sanità. Sono questioni fondamentali e riguardano la vita quotidiana dei cittadini. Ma una provincia non vive soltanto di sanità. Vive di lavoro, imprese, infrastrutture, investimenti e sviluppo. Per questo sorprende l'assenza di una grande iniziativa politica del PD provinciale sui temi economici che stanno cambiando il futuro della Ciociaria. L'impressione è che il partito sia talmente concentrato sulle proprie dinamiche interne da aver smarrito la sua funzione principale: rappresentare il territorio e fare opposizione sulle scelte che possono indebolirlo.

Il paradosso è che spesso sono gli stessi amministratori della maggioranza locale a trovarsi in prima linea nella difesa degli interessi della provincia, arrivando talvolta ad assumere posizioni critiche persino verso decisioni provenienti dai livelli superiori delle istituzioni. Un ruolo che, in una normale dialettica democratica, dovrebbe vedere protagonista anche l'opposizione.

L'esempio della gestione dei rifiuti è significativo. La battaglia portata avanti dal sindaco di Roccasecca sembra oggi una vicenda quasi solitaria. Eppure il tema riguarda l'intero territorio provinciale. Dove sono le altre voci? Dove sono i sindaci? Dove sono le forze politiche che dovrebbero trasformare una questione locale in una vertenza provinciale?

Eppure proprio il Consorzio Industriale e il nuovo piano regionale dei rifiuti potrebbero rappresentare quel terreno comune che il centrosinistra provinciale cerca da tempo. Due questioni che riguardano il futuro economico e ambientale della Ciociaria, due temi capaci di andare oltre le correnti e le appartenenze interne. L'occasione viene servita su un piatto d'argento. Se neppure queste battaglie riescono a diventare un elemento di coesione, viene da chiedersi cosa potrà esserlo in futuro. Le elezioni non possono essere un collante efficace. Gli elettori non li fai fessi così facilmente.

La sensazione è che la politica ciociara stia commettendo un errore di prospettiva. Continuare a considerare ogni questione come terreno di scontro tra schieramenti quando il vero confronto dovrebbe essere tra le esigenze del territorio e le spinte centralizzatrici che arrivano da Roma.

Pensare di restare alla finestra mentre altri combattono queste battaglie può forse apparire una scelta conveniente dal punto di vista politico. Ma non lo è per il territorio. Perché chi rinuncia a partecipare al confronto finisce inevitabilmente per diventare subalterno alle decisioni prese altrove.

La Ciociaria non ha bisogno di nuove guerre interne ai partiti. Ha bisogno di una classe dirigente capace di remare nella stessa direzione quando sono in gioco gli interessi della provincia. Il compito dell'opposizione non è soltanto contestare chi governa. È anche difendere il territorio che rappresenta. Ed è proprio su questo terreno che oggi il Partito Democratico provinciale appare assente e... spaccato.