CASSINO - VILLA COMUNALE, L'INCHIESTA ENTRA NEL VIVO

  • Tommaso Villa

Entra nel vivo l’inchiesta in merito all’appalto dei lavori della Villa Comunale che ha determinato il sequestro di gran parte dell’area interessata dal cantiere. Si terrà domani, davanti al Gip la prima udienza dell’incidente probatorio.

Si tratta di un passaggio chiave in cui verrà conferito l’incarico a un collegio di periti composto da esperti in ingegneria ambientale, geologia e chimica. I consulenti avranno il compito di eseguire gli accertamenti tecnici sulla natura dei materiali presenti nel terreno, sui conferimenti effettuati e su ogni dettaglio utile a ricostruire l’accaduto con valore probatorio per il prosieguo del procedimento.

La fissazione dell’udienza prima della pausa feriale evidenzia la volontà di accelerare le indagini. Il magistrato ha infatti accolto l’istanza presentata dall’avvocato Giancarlo Corsetti, legale del Comune.

L’Amministrazione comunale si è costituita parte lesa ed ha inoltre nominato un proprio perito di parte, oltre al legale, per tutelare appieno gli interessi della nostra comunità e per riaffermare la totale correttezza dell’azione amministrativa.

I componenti della Giunta e della Maggioranza tutta, di fronte a mai sopiti atteggiamenti di speculazione politica sulla vicenda ribadiscono come si sia sempre agito nell’esercizio delle proprie funzioni con rigore. A tal proposito ricordano come siano stati formalizzati e protocollati richiami e contestazioni riguardanti tempi, modalità, qualità dei lavori, fino ad arrivare addirittura alla formale richiesta di risoluzione contrattuale. Da taluni, purtroppo, tali dati di fatto sono stati volutamente ignorati, e continuano ad esserlo, per mero calcolo politico.

Si ricorda che, a fronte delle polemiche, il quadro delineato dai magistrati evidenzia dove risiederebbero le effettive e gravi responsabilità. I veri indagati sono chiamati a rispondere di condotte ben precise. In particolare l’essersi resi protagonisti – secondo l’accusa - di una gestione dissennata dell’appalto pubblico e di manovre artificiose. Avrebbero stretto – stando a quanto loro contestato dalla Magistratura - un vero e proprio “pactum sceleris” mirato a violare il capitolato d’appalto, fornendo materiale del tutto inadeguato e non conforme a quanto contrattualmente previsto.

Di fronte a queste condotte gravi, il Comune si pone chiaramente come parte lesa, pronto a far valere in sede giudiziaria il rispetto della legalità e la tutela della propria comunità.