ALATRI - UNA MOSTRA SU GIANNI TOTI
- Tommaso Villa
Si inaugura venerdì, 18 settembre, alle 18 nei locali della Biblioteca Totiana di Alatri e sarà visitabile fino al 30 ottobre la Mostra che, con immagini, video, testi, illustra uno dei tanti campi di ricerca e scrittura nei quali Gianni TOTI – poetronico, videoartista, scrittore, ma anche giornalista - ha lasciato il segno della sua originalità nel panorama culturale del nostro Paese.
La Mostra è curata da Silvia Moretti, responsabile della Biblioteca Totiana e studiosa di linguaggi multimediali, e Tarcisio Tarquini, saggista e giornalista che già venti anni fa promosse, per la Casa Editrice della Cgil, la pubblicazione di alcuni volumi sul Toti giornalista e direttore del settimanale “Lavoro”.
Gianni TOTI inizia, infatti, il suo viaggio di innovatore dei linguaggi dell'arte e della comunicazione come giornalista. “Gioventù nuova”, “L'Unità”, “La Voce della Sicilia”, la direzione di “Lavoro”, settimanale della Cgil, “Vie Nuove”, “Paese Sera”, “l'Unità”, “Carte Segrete”, il trimestrale dalla indimenticabile copertina di cartone per imballaggio, sono le tappe di una ricerca, tutt'altro che scontata, che lo conduce fino all'invenzione della “poetronica”.
La Mostra della Biblioteca Totiana, raccolta ma piena di informazioni e immagini, ne illustra il percorso scegliendo alcuni momenti decisivi: l'invenzione di un modello originale di rotocalco sindacale con “Lavoro”, l'uso della fotografia come autonomo linguaggio giornalistico, la modalità di scrittura “dialogizzante”, la curiosità verso il mondo e le sue rappresentazioni che lo spinge a visitare e raccontare realtà poco conosciute in un occidente ancora poco abituato a guardare oltre se stesso. Importanti i reportage sulla guerra in Vietnam e l'azione per far conoscere in Europa il Poe ma “fondativo” di quel paese, le inchieste su Cuba, con Che Guevara, che sarà suo amico, e Fidel Castro, ai primi passi della rivoluzione, il racconto, attraverso le parole del suo visionario ideatore, della città futurista di Brasilia.
Nella Mostra si potranno visionare i video e le tante fotografie di viaggio, tra cui quelle dolci e strazianti della gioventù vietnamita negli anni della resistenza contro l'invasione americana. Durante la Mostra verrà presentata l'edizione digitalizzata dei primi 50 numeri di “Carte Segrete” realizzata dall'Associazione Gottifredo e dalla Biblioteca Totiana, con “Io studio italiano”, grazie al contributo della Regione Lazio. Un'iniziativa che mette a disposizione di tutti una rivista di ricerca, con lo sguardo rivolto alla sperimentazione artistica internazionale, considerata un patrimonio prezioso – ma ancora poco conosciuto - della cultura italiana e europea della seconda metà del Novecento.
Nell'edizione di domenica scorsa (13 settembre 2026) nell'inserto Alias de Il Manifesto è stata pubblicata una pregevole recensione di Raffaele Manica - Tra parola e immagine - Toti - Poesia materica e sperimentalismo di un artista totale. " Gianni Toti - scrive Raffaele manica in una attenta analisi - è stato una di quelle figure intellettuali ormai difficili non si dice da incarnare ma perfino da immaginare Non solo perché la divinità della specializzazione chiude le frontiere tra i campi, ma perché l'ambito di ricezione è inesistente. Come altri nella sua generazione, egli ha avuto - continua Manica - una fiducia nello scrivere la cui intensità sarebbe oggi un segno di spirito velleitario. Invece c'è stato un altro tempo in cui era possibile, auspicabile e perfino necessario. La generazione di Toti è all'incirca la stessa che ha avuto al suo vertice la figura più celebrata del secondo Novecento, ovvero Pasolini: poeta filologo, saggista, romanziere, polemista morale , politico... Ma è la stessa generazione anche -argomenta sempre Raffaele Manica - di uno versatile nel suo interesse pedagogico come Ugo Gregoretti e di altre figure scivolate nel dimenticatoio e oggi malnote, spesso di grande diversità, ma unite dalla coscienza che la scrittura per un intellettuale è tutto, ed è una ricchezza".
La Biblioteca Totiana conserva il fondo libraio con oltre 18mila volumi di Gianni Toti e Marinka Dallos ed i rispettivi fondi archivistici che si sviluppano per oltre 50 metri lineari: si aggiungono ad essi una videoteca, una fototeca, un fondo di disegni ed opere pittoriche, un fondo di manifesti e gli oggetti ed il mobilio appartenuti ai due autori. Dal 2010, inoltre, i fondi Toti-Dallos sono riconosciuti dalla Soprintendenza come beni di interesse storico. Il compito della Biblioteca Totiana è proprio quello della conservazione e della consultazione.
Bruno Gatta