VEROLI - QUANDO IL CIVISMO DIVENTA IMMOBILISMO

  • Tommaso Villa

"L’analisi presentata nei giorni scorsi dall’amministrazione sull’anno appena concluso – dichiara il Segretario di Forza Italia Veroli Ivan Viti - restituisce un’immagine di Veroli che, per chi vive la città ogni giorno, non sorprende: si tenta di far passare come virtuoso un Comune sospeso tra annunci, opere avviate e un presunto “equilibrio politico” che, nei fatti, si traduce in una gestione del potere priva di visione e incapace di incidere realmente sul futuro della città.

Sul piano amministrativo, alcune opere finanziate dal PNRR sono state avviate, ma i ritardi e le criticità nella gestione – come nel caso dell’asilo nido Il Giglio – evidenziano una macchina amministrativa fragile e una progettazione carente, dimostrando che spendere risorse non significa saperle governare con efficacia".

Il bilancio di Adelina Mihaylova, vicesegretario di Forza Italia Veroli, sui fondi regionali è fortemente critico: "Nonostante alcune risorse intercettate, Veroli ha perso finanziamenti fondamentali per la sicurezza e la qualità della vita, come i 250.000 euro destinati al sistema di videosorveglianza, un intervento concreto e richiesto da anni. Una perdita grave, che non può essere considerata un semplice incidente amministrativo, ma che evidenzia limiti strutturali nella capacità di programmare e realizzare interventi strategici, oltre all’assenza di una guida all’altezza delle sfide.

Il limite più evidente dell’attuale amministrazione resta comunque l’assenza di una strategia strutturale di sviluppo, in particolare sul piano turistico, capace di portare crescita economica a tutta la città. L’anno giubilare avrebbe potuto rappresentare per Veroli un’occasione straordinaria, soprattutto considerando la presenza della Scala Santa, un patrimonio religioso e identitario di enorme valore, che avrebbe meritato una promozione strutturata e una valorizzazione adeguata. Nulla di tutto questo è accaduto. Anche in questa circostanza, si è preferito puntare su eventi episodici e scollegati, incapaci di attrarre flussi turistici duraturi e di generare ricadute economiche reali. Un’occasione storica sprecata, che conferma l’incapacità di trasformare le potenzialità della città in sviluppo concreto.

Le politiche commerciali messe in campo dall’amministrazione si sono dimostrate inefficaci: i bonus concentrati esclusivamente sul centro storico, contestati fin dall’inizio, hanno prodotto risultati deludenti e hanno completamente escluso le contrade, confermando una visione miope e parziale della città. A questo si è affiancata, negli anni, una narrazione giustificazionista secondo cui “fare è difficile”, “serve tempo” e, soprattutto, “l’importante è che qualcosa si fa”. Un messaggio ripetuto fino a diventare normalità, che ha finito per abbassare le aspettative dei cittadini e per far passare come straordinari interventi che rientrano nella più ordinaria amministrazione. In questo modo si è mascherata l’assenza di scelte coraggiose e di una reale strategia di sviluppo, normalizzando la mediocrità e alimentando l’idea che l’immobilismo sia inevitabile, quando invece altre realtà dimostrano che, con una guida politica chiara e competente, si può fare molto di più e molto meglio.

E’ sul piano politico che emergono le responsabilità più evidenti. A Veroli il termine “equilibrio” è diventato il paravento dietro cui si nasconde il vuoto. Partiti di destra che governano insieme a partiti di sinistra, Fratelli d’Italia presente contemporaneamente in maggioranza – con un assessore – e in opposizione, attraverso i propri vertici locali. Una situazione anomala, che nulla ha a che fare con il civismo autentico e molto con una gestione silenziosa del potere, funzionale solo alla conservazione degli assetti esistenti. In questo contesto risultano poco credibili anche le dichiarazioni rilasciate dal coordinatore di FdI, in cui si fa riferimento a una presunta “chiarezza” politica. Non può esserci chiarezza quando il primo partito d’Italia, che cresce costantemente da quando è alla guida del Governo nazionale, accetta a Veroli una condizione di subalternità politica, lasciando di fatto la guida della città nelle mani della sinistra per colpa di bisticci interni, ambiguità e accordi di convenienza".

"Questa critica – aggiungono Viti e Mihaylova – riguarda l’intero campo della destra locale che oggi siede in maggioranza insieme al Partito Democratico, al Movimento 5 Stelle e ad altre forze di sinistra, con l’unica eccezione di Forza Italia, che ha scelto di non omologarsi a politiche ambigue e incoerenti.

Una scelta, quella degli altri partiti, che può forse garantire posizioni e ruoli nell’immediato, ma che priva Veroli di una guida politica coerente e riconoscibile, capace di incidere davvero sulle scelte strategiche per il futuro della città. Non è un caso se il centrodestra vince sistematicamente a Veroli tutte le elezioni, tranne quelle amministrative. Ciò che manca è una proposta politica coerente, capace di tradurre quel consenso in governo locale. Perché lo sviluppo non nasce dalla sola amministrazione tecnica, anche se il messaggio che si vuol far passare è che basta questo, ma da una visione politica forte, da una classe dirigente credibile e da una rappresentanza autorevole nelle istituzioni sovracomunali. Oggi Veroli non ha nulla di tutto questo.

Alla luce di questa analisi, Forza Italia Veroli è convinta che il tempo dell’ambiguità sia definitivamente terminato. Oggi più che mai è necessario costruire anche a Veroli un centrodestra unito, coeso e riconoscibile, capace di parlare con una sola voce e di offrire alla città una prospettiva di governo credibile, sul solco di quanto sta avvenendo con successo a livello nazionale e regionale. Solo un centrodestra compatto, fondato su chiarezza politica, responsabilità e visione, può garantire a Veroli una crescita reale e duratura, rompendo finalmente l’immobilismo che ne ha frenato lo sviluppo negli ultimi anni. È da qui che bisogna ripartire, per restituire a Veroli una guida forte, autorevole e all’altezza delle sue potenzialità, e per invertire finalmente le sorti di una città che merita molto di più della semplice gestione dell’esistente".