AMBIENTE - BASTA PUBBLICITA' INGANNEVOLI

  • Tommaso Villa

Scattate le nuove regole europee contro i claim ambientali vaghi. L’associazione dei consumatori e per l’ambiente pronta a segnalare all'Antitrust chiunque usi ancora formule come "eco-friendly" o "impatto zero" senza dati scientifici certificati.

La stagione delle parole facili sulla sostenibilità è ufficialmente finita. Con la piena applicazione delle norme europee sul contrasto al greenwashing (Direttiva UE 2024/825, recepita in Italia con il D.Lgs. n. 30/2026), il panorama della comunicazione commerciale cambia per sempre. Da oggi, i cosiddetti green claim – gli slogan utilizzati dai marchi per promuovere l'anima ecologica di prodotti e servizi – sono sottoposti a un regime di trasparenza rigidissimo.

Tutela Verde APS, associazione da anni in prima linea per la salvaguardia dell’ambiente e la tutela delle produzioni ecologiche e sostenibili , accoglie con favore questa svolta normativa e annuncia l’avvio di una campagna straordinaria di monitoraggio su larga scala per stanare le pubblicità ingannevoli.

Fino a ieri, espressioni come "amico dell'ambiente", "ecologico" o "100% sostenibile" affollavano scaffali e spot televisivi, spesso senza alcun reale fondamento. Oggi, la legge vieta espressamente l'uso di qualsiasi termine generico che non sia accompagnato da specifiche tecniche dettagliate, basate su studi scientifici comprovati e verificabili (come le certificazioni ufficiali Ecolabel UE o le analisi del ciclo di vita LCA).

La norma mette inoltre al bando la finta neutralità climatica "comprata": non è più consentito promuovere un prodotto come "a impatto zero" o "carbon neutral" se questo risultato è ottenuto solo acquistando crediti di carbonio esterni (carbon offset), senza una reale riduzione delle emissioni interne alla filiera produttiva.

«Questo è il tempo in cui la sostenibilità cessa di essere un semplice espediente di marketing per diventare un fatto scientifico e contabile», dichiara il Dott. Marco Belli presidente di Tutela Verde APS. «Per anni i consumatori sono stati tratti in inganno da etichette verdi e claim di facciata. Le nuove regole, che prevedono sanzioni severe fino al 4% del fatturato annuo delle aziende, offrono finalmente uno scudo legale per difendere i cittadini e premiare le imprese che investono davvero nella transizione ecologica».

La giurisprudenza italiana ha già tracciato la strada, come dimostra la recente e storica sentenza del Tribunale di Venezia che ha ordinato a un colosso delle acque minerali la rimozione immediata di slogan storici ma troppo vaghi. «Quella sentenza ha fatto scuola», continua Belli, «ma la nostra associazione non abbasserà la guardia. I nostri legali sono già al lavoro per analizzare le segnalazioni dei cittadini e presentare esposti formali all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) contro chiunque continui a barare sulla pelle dell'ambiente». Anche nelle sagre paesane!

Tutela Verde APS invita tutti i consumatori a farsi custodi attivi di questa rivoluzione, segnalando tramite i canali ufficiali dell'associazione qualsiasi etichetta, pubblicità o claim sui social network che appaia generico, sospetto o non supportato da certificazioni chiare ed esplicite .