ALATRI - BUS TAMPONATO FINI' NEL DIRUPO

  • Tommaso Villa

Da qualche giorno stavo lavorando ad un articolo per la ricorrenza di un fatto di cronaca avvenuto il 20 maggio del 1961 in località San Giovanni a Trivigliano. Avevo già in mente la bozza quando il caro amico Niccolò Piccirilli mi ha detto che il papà Antonio proprio il 20 maggio di quest'anno sarebbe dovuto recarsi a scuola per portare anche lui una testimonianza di quell'episodio. Poi ho avuto altri riscontri dalla dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo Alatri I dottoressa Rossella Veglianti e dall'Assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Alatri Simona Pelorossi. E così il cerchio si è chiuso.

"Alcuni eventi anche a distanza di anni continuano a vivere nella memoria collettiva e nel cuore di chi li ha vissuti- si legge nella pagina facebook dell'Istituto comprensivo I - la giornata è stata un momento di riflessione, condivisione ed emozione. L'incontro con gli alunni di allora, oggi custodi di quei ricordi - continua la nota - ha rappresentato un momento di grande valore umano. I loro racconti sono arrivati al cuore delle classi 4C e 4 D che hanno ascoltato con commozione e attenzione una storia fatta di paura, coraggio, solidarietà e speranza".

Questo, invece il commento dell'amico Niccolò Piccirilli in calce al comunicato della scuola: "Vedere mio padre (Antonio ndr.) raccontare quanto accaduto davanti alla sua nipotina mi ha reso straordinariamente felice e fiero di far parte di questo percorso e che oggi ha reso la mia Chiara ancora più speciale.

Grazie alla dirigente scolastica Rossella Veglianti e alle maestre Barbara Rossi e Roberta Rufini... Grazie". Queste, invece le parole dell'assessore alla Pubblica istruzione Simona Pelorossi: "La storia di un territorio è fatta soprattutto di fatti locali custoditi nella memoria e tramandati. In questo caso ci suscita sentimenti di speranza perché". miracolosamente si salvarono tutti. Il popolo di Alatri in quei momenti si unì in un unico sentimento.

Antonio Piccirilli: "E' bastato un post pubblicato da Ennio Orgiti, relativo alla ricorrenza del drammatico incidente che coinvolse due scolaresche delle elementari della Luigi Ceci, che insegnanti e dirigente in men che non si dica sono riuscite a mettere su una manifestazione davvero speciale e toccante, per ricordare quel tragico momento di 65 anni fa.

Il pullman che doveva portare quei bambini, entusiasti per la loro prima gita scolastica, a Subiaco e Tivoli precipitò in un dirupo nei pressi di Trivigliano e solo per un miracolo non ci furono vittime ma feriti, alcuni in modo serio, tra i bambini e le insegnanti.

Quell'evento è stato ricordato oggi nel salone della Luigi Ceci, "illustrato" dalla Dirigente Rossella Veglianti, dove le insegnanti e due scolaresche hanno accolto alcuni di quei bambini di allora, che hanno rievocato i momenti di paura e di angoscia vissuti quel triste giorno. Sono intervenuti Marilena Lepori, Giuliana D'Amico, Ennio Orgiti, Antonio Piccirilli, Riccardo Cerica, Guido Santachiara, Sandro Vinci che con sfumature diverse hanno coinvolto i presenti, creando tanta emozione, e ringraziato la dirigente e le insegnanti, unitamente ai bambini intervenuti, per la sensibilità e la "cura" che hanno dimostrato, rendendo il momento davvero toccante e significativo.

La foto di rito è stata fatta "attorno" alla bellissima scultura realizzata da un noto artista olandese del tempo, su disegno dell'architetto Malusardi, che raffigura una Madonna che stringe al seno i bambini".

Ma cosa avvenne quel 20 maggio del 1961 in località San Giovanni a Trivigliano? Erano da poco trascorse le ore 8 quando un autobus carico di bambine e bambine venne urtato da un autobus di linea. L'automezzo che trasportava gli alunni per lo scoppio di un pneumatico anteriore e la rottura dei giunti del differenziale urtò prima un muretto delle Ferrovie vicinali e dopo essersi capovolto finì in un fossato dopo un volo di 15 metri a poca distanza di un burrone molto profondo.

Marilinda Figliozzi ricorda ancora quel giorno: " Uno dei fratelli Spagnoletta ruppe un vetro per farci uscire, mentre Ermanno Retrosi di dava parecchio da fare per mettere in sicurezza "Ben 67 alunni e alunne ad essere trasportate all'Ospedale San Benedetto e alla clinica Santa Elisabetta di Fiuggi insieme alle insegnanti Ines Bragaglia, Virginia Sistopaoli, Ubalda Bellincampi e l'assessore Giuseppe Cianfrocca.

La notizia dell'incidente arrivò subito ad Alatri destando non poca preoccupazione nei genitori e familiari. I bambini coinvolti nell'incidente, quelli meno gravi, furono fatti salire sul Trenino e coccolati da altri studenti, molti di loro offrirono la merenda ai più piccoli ancora con i grembiulini ormai sporchi di sangue e di terra. Una gara di solidarietà - ci ricorda ancora Marilinda - chi aveva un'auto o una moto si recò sul posto creando financo confusione. Fortunatamente non ci furono vittime tanto che qualcuno gridò al miracolo.

Per questo fu lanciata la proposta di installare una statua alla Madonna lungo la Strada statale per Fiuggi, cosa che non avvenne per un diniego dell'Anas e così più tardi tramite l'architetto Federico Malusardi e lo scultore Brenner nell'atrio della Luigi Ceci fu inaugurata dal caro vescovo monsignor Vittorio Ottaviani quella statua che vi è rimasta fino alla demolizione del plesso di via del Calasanzio. Quella statua che rappresenta la Vergine in atto di protezione materna che stringe a sé alcuni fanciulli.

L'ecò di quel "miracolo" non si spense immantinente. "Ci fu un triduo di ringraziamento che le scuole elementari praticarono. I bambini pregarono per le loro insegnanti e per la loro compagna Giuliana Di Massimo. Durante la processione del Corpus Domini, invece - come ci ricorda dalle pagine de Il Messaggero dell'epoca Alberto Minnucci - tutti i bambini delle scuole elementari di Alatri accompagnati dalle insegnanti, dai due direttori scolastici e da una grande folla parteciparono alla processione insieme al caro vescovo monsignor Edoardo Facchini, il sindaco, l'intera amministrazione comunale, il tenente ed il maresciallo dei Carabinieri.

Una menzione a parte che non può e non deve essere dimenticata per i medici, gli infermieri e le suore ospedaliere. Encomiabile il lavoro dei dottori Giuseppe Desiato, Angelo Strambi e del Dottor Silvio Cannone che si recò in ospedale a dare una mano, il radiologo dottor Pietro Macciocchi eseguì ben 65 prestazioni. Il segretario del nosocomio Ermanno Servino e l'infermiere Aquilino Sarandrea raccontarono ai cronisti dell'epoca quei terribili momenti.

Bruno Gatta