CASSINO AMBIENTE - L'ISOLA VERDE DIGITALE PIACE
- Tommaso Villa
«Il progetto dell’Isola Verde Digitale è piaciuto alla città. In questi anni abbiamo raccolto interesse, apprezzamenti e condivisioni attorno a un’idea che nasceva da un’esigenza molto semplice: immaginare Piazza Labriola non soltanto come uno spazio riqualificato, ma come un luogo vivo, verde, moderno e capace di offrire nuovi servizi. Per questo non chiedo al sindaco Enzo Salera e all’architetto Giacomo Bianchi di rinunciare al progetto di riqualificazione della piazza. Chiedo loro qualcosa di molto più semplice: confrontiamoci e valutiamo se dentro quel progetto sia possibile far vivere anche l’idea dell’Isola Verde Digitale. Il momento per farlo è adesso, prima che partano i lavori e soprattutto prima di dover immaginare domani nuovi interventi e nuove risorse».
Paola Polidoro, esponente della piattaforma civica Jammi Cassino, torna sulla riqualificazione di Piazza Labriola e rilancia la proposta presentata già nel 2024 di trasformare il cuore della città in una vera Isola Verde Digitale.
Una proposta che, sottolinea Polidoro, assume oggi ancora maggiore attualità alla luce dell’evoluzione economica dell’intervento previsto dall’Amministrazione comunale.
«Quando iniziammo a parlare dell’Isola Verde Digitale lo facemmo partendo da un principio molto semplice: Piazza Labriola non deve essere soltanto bella. Deve essere vissuta. Deve diventare un luogo nel quale incontrarsi, studiare, lavorare, trascorrere del tempo, organizzare piccoli eventi e vivere il centro della città e favorire anche le attività commerciali».
L’idea prevede una forte presenza del verde, zone d’ombra e di sosta, spazi dedicati alla socializzazione, postazioni anche coperte per studenti e lavoratori, connettività Wi-Fi, servizi digitali e un piccolo spazio multifunzionale, sul modello di un mini anfiteatro, utilizzabile anche dalle tante realtà associative, musicali e culturali della città.
«Non stiamo proponendo di cancellare quanto è stato fatto fino ad oggi e ricominciare da capo. Sarebbe assurdo. Stiamo dicendo esattamente il contrario: utilizziamo bene le risorse che la città ha già deciso di impegnare e facciamo in modo che il risultato finale sia il più completo possibile». Ed è proprio il capitolo economico, secondo Polidoro, a rendere necessario un confronto prima dell’apertura del cantiere.
“Per la riqualificazione di Piazza Labriola il Comune ha infatti avviato la contrazione di un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti per 3.691.000 euro, destinato ad essere rimborsato nell’arco di vent’anni. Una cifra che, però, a seguito dell’aumento dei costi, - spiega ancora Polidoro - secondo l’amministrazione non consentirà di realizzare l’intervento complessivo inizialmente immaginato: l’opera è stata infatti suddivisa in due lotti e le risorse attualmente disponibili riguardano il primo lotto, quello relativo alla parte più consistente dell’area antistante il Palazzo di Giustizia”.
«Questo dato cambia profondamente il ragionamento. Parliamo di quasi 3,7 milioni di euro di indebitamento per il primo lotto e sappiamo già che per completare l’intervento saranno necessarie ulteriori risorse. Proprio per questo credo che abbiamo il dovere di chiederci oggi, non tra qualche anno, quale Piazza Labriola vogliamo consegnare definitivamente alla città».
Polidoro rivolge quindi un invito diretto al sindaco Enzo Salera e all’architetto Giacomo Bianchi, riconoscendo al progettista un elemento che va oltre le differenti valutazioni sulla soluzione proposta.
«Con l’architetto Bianchi possiamo avere, e abbiamo, idee divergenti su diversi aspetti della futura Piazza Labriola. Ma gli riconosco una cosa importante: ha una visione della città. Può essere condivisa oppure no, può essere discussa, criticata e migliorata, ma avere una visione è sempre meglio che non averla. Ed è proprio quando esistono visioni differenti che il confronto può produrre qualcosa di migliore». Per Polidoro, dunque, il confronto non deve trasformarsi in una contrapposizione tra progetti o tra persone. «So che nei mesi scorsi il sindaco Salera e l’architetto Bianchi hanno difeso con convinzione l’impostazione progettuale. Rispetto le loro posizioni. Ma integrare un progetto quando emerge una proposta utile e soprattutto condivisa dalla città, non significa sconfessarlo. Significa migliorarlo. E credo che la buona amministrazione e la buona progettazione si misurino anche sulla capacità di ascoltare e di mettere insieme idee diverse».
Nel progetto presentato dall’Amministrazione sono già previste alberature e un incremento delle superfici verdi, elementi che per Polidoro possono rappresentare proprio il punto di partenza per compiere un passo ulteriore verso il concetto di Isola Verde Digitale.
«Se esiste già una sensibilità verso il verde, allora partiamo da lì. Rafforziamola e aggiungiamo la seconda componente della nostra proposta: quella digitale e sociale. Non una piazza da attraversare, ma una piazza nella quale avere un motivo per fermarsi».
«Parliamone. Senza bandiere politiche e senza la necessità che qualcuno debba intestarsi un’idea. L’architetto Bianchi metta a disposizione la sua competenza progettuale, l’Amministrazione la propria struttura tecnica e noi siamo pronti a mettere sul tavolo la nostra proposta e tutto il lavoro sviluppato sull’Isola Verde Digitale».
L’obiettivo, precisa Polidoro, dovrebbe essere verificare quali elementi possano essere inseriti nella progettazione esecutiva o nella realizzazione dei lotti già programmati, evitando di dover intervenire nuovamente sulla piazza una volta terminati i lavori.
«La cosa peggiore sarebbe spendere oggi milioni di euro e accorgerci domani che per rendere davvero viva la piazza dobbiamo aprire nuovi cantieri e trovare altri soldi. Se alcune funzioni possono essere previste adesso, facciamolo adesso». E conclude: «Piazza Labriola appartiene a Cassino, non a Paola Polidoro, non al’amministrazione comunale e neppure a un progettista. Tra qualche anno nessuno dovrà chiedersi chi abbia avuto per primo un’idea. Dovremo soltanto chiederci se abbiamo realizzato una piazza bella, verde, moderna e soprattutto piena di persone.
Proviamo a costruirla insieme alla città. Trasformiamo Piazza Labriola in quello che oggi è stato sostituito con i social, senza inventare domani un nuovo progetto e senza chiedere ai cittadini nuovi sacrifici. Se possiamo migliorare oggi quello che stiamo per realizzare, non vedo una sola buona ragione per non provarci».