CASSINO - CRONACHE DELL'ANIMA
- Tommaso Villa
Le poesie raccolte in “Cronache dell’anima” del concittadino Oriano Grossi, uomo di scienze e poeta, medico stimato, hanno raggiunto il cuore dei tanti che hanno voluto esserci alla presentazione del testo in sala Restagno. E’ stata una serata piacevole, semplice, elegante grazie alla sapiente guida del prof. Sergio Sollima, alla voce delicata ed emozionata della professoressa Maria Rosaria Lauro e alle parole vere, dirette, conclusive del sindaco Enzo Salera.
“Un parco di libri”, questa volta tutto dedicato alla poesia, ha dato spazio ad una raccolta che, come ha detto l’assessore alla Cultura, Gabriella Vacca, “ è espressione della sensibilità del poeta che esprime con la lirica il “sentire dell’uomo”, i sentimenti universali attraverso elementi naturali che diventano metafora dell’anima. L’albero, l’onda, il fulmine, la goccia, il mare, l’universo diventano protagonisti di una attesa epifanica. L’incertezza porta alla ricerca di autenticità ed è con la poesia che l’autore trova e dona pace al lettore sensibile”.
Nella sua analisi, come sempre eccellente, Sergio Sollima evidenzia che nella raccolta di poesie di Oriano Grossi, “Cronache dell’anima”, si racconta l’anima, colta nel dispiegarsi del tempo. Ma i fatti e i percorsi dell’anima si sganciano dal quotidiano, diventano cifre di una metafisica. C’è una fisica dei rapporti umani, in un mondo tramato di recite, compromessi, inganni: un mondo che, nella poesia di Oriano Grossi, viene percepito come rumore, come qualcosa che ostacola l’ascolto della verità”.
C’è poi una metafisica dell’anima, ha aggiunto il professore. “ L’anima – ha detto - vibra quando si impara a volare nel sogno, sottraendosi alla cosiddetta razionalità, mirando a una dimensione altra: nello spazio, verso altri universi, e nel tempo, riassaporando l’incoscienza dell’adolescenza o abbandonandosi a viaggi immaginari. La poesia si viene caratterizzando come un tentativo di concedersi uno spazio di autenticità: autenticità che quasi sempre s’identifica col miracolo della natura. Immergersi nei propri pensieri legati alle incombenze quotidiane impedisce di cogliere la meraviglia da cui si è circondati: forse la verità più profonda abita negli alberi, nei fiori, nei cieli, nel silenzio avvolgente della notte. Bisogna allora sapersi abbandonare al flusso della vita, al “canto della natura”, bisogna dimenticarsi del sé incalzato e spesso offeso dalla realtà: allora la poesia farà brillare grandi o piccole gemme fossilizzate, dando loro nuova vita”.