BOVILLE - LE BUCHE, L'ASFALTO E I TERRENI PRIVATI
- Tommaso Villa
Prima l’asfalto viene steso, poi nel giro di poco si procede a rimuoverlo e a ripristinare lo stato dei luoghi. È quanto emerge dalle immagini scattate in Via Rivolta, dove nei giorni scorsi è stato effettuato un intervento di bitumatura che — secondo quanto segnalato — avrebbe interessato anche una porzione di terreno di proprietà privata, oltre i limiti della carreggiata comunale.
Alla luce di quanto accaduto, Enzo Perciballi ha inviato una richiesta formale di chiarimenti al Commissario Straordinario Stefania Galella, chiedendo di fare piena luce su motivazioni, modalità e costi dell’intervento.
Secondo quanto riportato nella richiesta, il proprietario del fondo interessato dall’allargamento della superficie bitumata avrebbe contestato tempestivamente l’occupazione e la bitumatura del terreno privato; a seguito delle doglianze, risulterebbe quindi eseguito un successivo intervento di rimozione del materiale bituminoso e di ripristino dello stato dei luoghi.
«Da candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative, da cittadino responsabile e da chi ha già amministrato il Comune da sindaco, conoscendo bene il valore e l’importanza delle risorse pubbliche, ho chiesto al Commissario di chiarire perché si sia arrivati a una situazione paradossale: prima si mette l’asfalto e poi ci si precipita a toglierlo. È doveroso sapere chi ha deciso, con quali presupposti, con quali costi e come è stato gestito lo smaltimento del materiale rimosso», dichiara Enzo Perciballi.
Nel dettaglio, nella comunicazione indirizzata al Commissario Straordinario si richiede di conoscere:
- le motivazioni e i presupposti tecnici e amministrativi che hanno determinato l’esecuzione dell’intervento di bitumatura;
- il nominativo dell’impresa incaricata dal Comune per l’esecuzione dei lavori;
- i costi complessivamente sostenuti dall’Ente sia per la bitumatura sia per le operazioni di rimozione e ripristino;
- le modalità di smaltimento del materiale risultante dal bitume rimosso.
Le fotografie, inoltre, evidenziano anche un ulteriore elemento: poco distante dal punto interessato dalla contestazione, erano presenti buche e avvallamenti anche al centro della carreggiata, con ristagni d’acqua e manto stradale degradato. Un problema che, secondo quanto sottolineato, meriterebbe la stessa attenzione e urgenza, perché incide direttamente sulla sicurezza della circolazione.
«Quando si interviene su una strada, la priorità dovrebbe essere la sicurezza: buche e dissesti evidenti non possono restare lì, mentre si finisce per asfaltare — e poi rimuovere — un tratto che non rientra nella carreggiata e che risulta addirittura privato. Per questo ho chiesto risposte puntuali: trasparenza e buon senso non sono opzionali», conclude Enzo Perciballi.