ELEZIONI PROVINCIALI - SEVERA ANALISI DI FRANCESCO DE ANGELIS
- Tommaso Villa
“Il dato politico da cui dobbiamo partire è chiaro: oggi il centrodestra è maggioranza alla Provincia di Frosinone. Il Partito Democratico elegge tre consiglieri ed è quindi all’opposizione dopo essere stato al governo dell'ente di piazza Gramsci negli ultimi anni. È un risultato che analizzeremo con serietà, senza nasconderci”.
Lo dichiara il presidente del Partito Democratico del Lazio, Francesco De Angelis, commentando l’esito delle elezioni provinciali.
“Nonostante tutto, il Partito Democratico porta a casa un risultato significativo: siamo la seconda lista ed eleggiamo tre consiglieri. È un risultato che ha valore anche alla luce di un contesto non semplice, nel quale si è certamente fatto sentire il peso della Regione sulle amministrazioni locali.
Va ricordato inoltre – prosegue De Angelis – che non votavano i cittadini ma gli amministratori e che al Partito Democratico è mancata la presenza delle liste delle altre forze politiche del campo progressista. Quando torneranno a votare i cittadini non sarà così: in campo ci sarà l’intera coalizione di centrosinistra”.
De Angelis rivolge quindi un ringraziamento agli eletti e a chi ha contribuito alla competizione.
“A Enzo Salera, Luigi Vittori e Luca Fardelli, eletti consiglieri provinciali, va il nostro grazie e l’augurio di buon lavoro. Un ringraziamento sincero anche ai consiglieri uscenti, ad Antonella Di Pucchio per aver messo a disposizione la sua candidatura, e a Elisa Ceccarelli, Laura Quaranta e Roberto Roma per l’impegno dimostrato. Un ringraziamento anche a tutti gli amministratori che ci hanno sostenuto.
Buon lavoro anche a Luigi Vacana, rieletto consigliere provinciale. Con lui e con tutte le forze progressiste che hanno contribuito a costruire il suo progetto dobbiamo lavorare alla costruzione dell’alternativa, a partire dalle prossime elezioni amministrative".
Infine, l’indicazione politica per il futuro del partito. “Dobbiamo dircelo con franchezza: per troppo tempo siamo rimasti chiusi a discutere all’interno del nostro partito. Adesso è il momento di mettere la testa fuori, tornare a parlare al Paese, alle comunità, ai territori. E dobbiamo farlo tutti insieme.
Riorganizziamo il Partito Democratico partendo dai circoli e dagli amministratori locali, uniamo le forze e costruiamo l’alternativa. Il primo appuntamento politico davanti a noi è il referendum: lì dobbiamo essere protagonisti e lavorare affinché vinca il No”.