CECCANO - COMUNE ESCLUSO DAL BANDO ARSIAL

  • Tommaso Villa

La notizia dell’esclusione del Comune di Ceccano dal progetto "Vinaria" (bando Arsial) riporta l’ attenzione sulla correttezza e diligenza nell’ operato di chi amministra. L’ esclusione dal progetto, infatti, non è stata causata da una questione di merito, ma trova le sue cause in un errore puramente formale ed evitabile: la mancanza della firma del Sindaco. È innegabile che la responsabilità politica, in tali circostanze, ricada in primis sull'Amministrazione.

Il Sindaco e l'Assessore competente hanno il dovere non solo di "pensare" o ideare i progetti, ma di vigilare sulla capacità e diligenza operativa degli uffici. Politica significa prima di tutto coordinamento e gestione oculata della macchina amministrativa nell’interesse della comunità: assicurarsi che gli atti fondamentali passino sulla scrivania giusta nei tempi corretti e che siamo tutti provvisti dei requisiti richiesti (sottoscrizione del Sindaco in primis) non è un optional, ma la garanzia che il mandato elettorale si trasformi in fatti concreti e realizzabili nell’ interesse della collettività.

Perdere un bando simile significa arrecare un danno di immagine ed economico alla città. Nonostante questo, fermo restando la responsabilità politica in capo a chi siede a Palazzo Antonelli, come Ceccano 2030 riteniamo opportuno sollevare anche il tema della responsabilità tecnica e gestionale.

Gli uffici comunali lavorano in nome e per conto dei cittadini; i soggetti preposti alla preparazione e al controllo degli atti hanno il compito specifico di garantire la perfezione formale dei documenti prima del deposito. L'efficienza della macchina amministrativa è il motore di una città: se il motore si ingolfa per una firma mancante, significa che il sistema di controllo interno va attenzionato e migliorato.

Quanto accaduto con il bando Arsial, pur nella intenzione del Comune di adire altre strade per contestare l’esclusione, conferma l'urgenza di intervenire sull'organizzazione interna. In linea con la normativa nazionale vigente torniamo a chiedere al Sindaco la rotazione del personale degli uffici amministrativi, misura necessaria non solo per prevenire fenomeni di corruzione (e il caso The Good Lobby ce lo ha, purtroppo, insegnato bene), ma utile anche a combattere l'assuefazione e la superficialità nei procedimenti amministrativi standardizzati, ovvero quelli più soggetti a sviste e dimenticanze, portando al contempo nuove competenze e una maggiore attenzione ai dettagli nei settori chiave.

Non possiamo più permetterci che il lavoro di mesi e le speranze di un settore produttivo vengano vanificati da una distrazione burocratica. La politica deve guidare e indirizzare la macchina amministrativa, ma quest’ ultima, a partire dagli uffici, deve essere messa in condizione di correre senza inciampare sui propri stessi atti. E questo al netto di pretestuose polemiche.

Collettivo Ceccano2030

Laura Liburdi