UGL METALMECCANICI - SERVONO GARANZIE PER INDUSTRIA E OCCUPAZIONE

  • Tommaso Villa

L’industria frusinate vive una fase delicata e il futuro di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie dipende dalle scelte che verranno assunte nei prossimi mesi.  È questo il quadro emerso dal Direttivo provinciale della UGL Metalmeccanici, riunitosi presso il CSC di via Gaeta a Frosinone.

Al centro del confronto la situazione economica e occupazionale della provincia, con particolare attenzione al comparto Automotive, allo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano e al futuro dell’intero indotto, ma anche alle numerose vertenze industriali aperte sul territorio.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il Segretario Nazionale UGL Metalmeccanici Antonio Spera, Adelmo Barbarossa Vice Segretario Nazionale, Vittoria Buccarini componente della segreteria nazionale e il Segretario Provinciale Gerardo Minotti.

Il Segretario Nazionale Antonio Spera ha posto l’accento sulla necessità di ottenere risposte concrete sul futuro dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano e dell’intero bacino industriale del Cassinate: “La provincia di Frosinone vive una fase di forte attenzione, soprattutto per le sorti del settore Automotive. Proprio oggi abbiamo promosso, insieme alle altre organizzazioni sindacali nazionali, un comunicato unitario per sollecitare un incontro urgente con i vertici di Stellantis. Vogliamo sapere con chiarezza quale sarà il futuro dello stabilimento di Piedimonte San Germano, quali vetture e quali produzioni verranno assegnate al sito e quali prospettive ci saranno per l’indotto. Non è più il momento delle incertezze – ha sottolineato Spera –. È necessario accelerare i tempi e ottenere garanzie concrete sulla continuità produttiva e sulla tenuta occupazionale di un territorio che non può permettersi di perdere altro patrimonio industriale”.

Il Segretario Provinciale Gerardo Minotti ha evidenziato il forte divario che caratterizza oggi il tessuto produttivo della provincia: “Ci troviamo di fronte a una provincia che viaggia a due velocità. Da una parte, nel nord del territorio, realtà industriali importanti come Leonardo e ABB registrano dinamiche positive, con nuove assunzioni e stabilizzazioni. Dall’altra, nel Cassinate e nella bassa Ciociaria, il ridimensionamento di Stellantis sta producendo effetti pesanti sui lavoratori, sulle famiglie e sull’intero sistema dell’indotto automobilistico. Come UGL Metalmeccanici – aggiunge Minotti – siamo impegnati quotidianamente per difendere il lavoro e rilanciare il sistema industriale. Dopo la grande manifestazione di Cassino e i tavoli di confronto aperti con la Regione Lazio, il prossimo 5 ottobre ci riuniremo con i segretari provinciali per definire le prossime iniziative da mettere in campo sul territorio”.

Nel corso del Direttivo sono state inoltre affrontate le principali vertenze aziendali che interessano la provincia: “Seguiamo con grande attenzione la situazione della ITM-Italtractor di Ceprano, per la quale è stata comunicata la cessione aziendale. Chiederemo immediatamente un confronto per conoscere i piani della nuova proprietà e capire quali prospettive intenda garantire allo stabilimento e ai suoi lavoratori». «Monitoriamo inoltre la situazione della SKF di Cassino, mentre resta centrale il tema della competitività delle nostre imprese, a partire dal costo dell’energia”.

Proprio sul fronte energetico, Minotti evidenzia la necessità di affrontare il tema in una prospettiva di lungo periodo: “Accogliamo positivamente l’apertura del dibattito nazionale sul nucleare. Per un Paese manifatturiero come l’Italia, garantire energia stabile, disponibile e competitiva significa creare le condizioni per difendere gli investimenti, sostenere le imprese e tutelare l’occupazione”. Dal Direttivo della UGL Metalmeccanici arriva dunque una richiesta precisa: dare alla provincia di Frosinone una strategia industriale capace di affrontare le crisi in corso e, allo stesso tempo, attrarre nuovi investimenti e nuove produzioni.

Stellantis, l’indotto Automotive, ITM, SKF e le altre realtà produttive del territorio rappresentano tasselli di un sistema che, secondo la UGL Metalmeccanici, deve essere tutelato attraverso un confronto costante tra organizzazioni sindacali, imprese e istituzioni.

“La priorità – conclude Minotti – è una sola: difendere il lavoro e costruire condizioni concrete perché l’industria possa tornare a crescere in tutta la provincia di Frosinone, senza lasciare indietro nessun territorio”.