SORA - L'INDIGNAZIONE DI UNA DONNA CIOCIARA
- Tommaso Villa
Le parole pronunciate dal consigliere comunale di Pontedera Floriano Della Bella sono gravi, offensive e inaccettabili. Definire Giorgia Meloni una «ciociara, nella maniera più dispregiativa» significa colpire non soltanto una donna, ma la dignità di un intero territorio.
Lo affermo con profonda indignazione, da donna, da ciociara e da segretaria di circolo del Partito Democratico. Non intendo difendere Giorgia Meloni, dalla cui visione politica mi separano profonde differenze. Difendo principi che non conoscono appartenenze politiche: la dignità delle donne, il rispetto delle persone e delle loro origini.
La Ciociaria è una terra che ha contribuito a scrivere le prime pagine della storia culturale italiana. Alle vicende dell'Abbazia di Montecassino si lega il PLACITO CAPUANO del 960, tradizionalmente riconosciuto come il primo documento della lingua italiana scritta. E nel solco della stessa straordinaria tradizione benedettina, a Subiaco, nel 1465, veniva stampato il DE ORATORE di Cicerone, il primo libro a stampa pervenutoci realizzato in Italia. Una terra legata alle origini della nostra lingua e alla nascita della stampa italiana, che ha custodito e tramandato il sapere attraverso i secoli, non può essere trasformata in un'espressione di disprezzo.
Le donne ciociare sono da sempre il pilastro della famiglia e della società. Con il loro lavoro, il sacrificio e la determinazione hanno sostenuto l’economia familiare, garantito l’educazione e la crescita culturale dei figli e tramandato, di generazione in generazione, un sapere antico, fatto di conoscenza della terra, delle piante e delle tradizioni. Donne forti, custodi della nostra identità, che meritano rispetto e ammirazione.
Eppure, la Ciociaria non ha bisogno dei propri primati culturali per meritare rispetto. Come nessuna donna deve dimostrare di meritarlo, indipendentemente dalle proprie idee politiche. Non si combattono le discriminazioni alimentando pregiudizi. Non si difende la dignità delle donne offendendone una. Non si esercita la critica politica umiliando le origini di un popolo.
Le giustificazioni e il richiamo a un presunto lapsus non sono sufficienti. Chiedo a Floriano Della Bella scuse pubbliche, formali e inequivocabili nei confronti delle donne e dell'intera comunità ciociara, nonché le sue dimissioni dalla carica di consigliere comunale.Chi rappresenta le istituzioni deve assumersi la responsabilità delle proprie parole.
La Ciociaria non deve dimostrare di meritare rispetto. È chi la offende che deve dimostrare di essere degno di rappresentare le istituzioni.
Avv. Rosalia Bono Segretaria del Circolo del Partito Democratico Sora