ANAGNI - SENZA PROGRAMMAZIONE E SENZA STRATEGIA DI CRESCITA

  • Tommaso Villa

Ieri in Sala della Ragione si è tenuto un forum organizzato dalla Presidenza del Consiglio. Ho accettato l’invito per dovere istituzionale ed ho seguito con attenzione i lavori, sui quali ritengo giusto esprimere alcune considerazioni. Al netto dei vari interventi sullo scenario, alcuni peraltro di elevata specificità tecnica, dietro il velo dell’espansionismo utopico promosso con il titolo ambizioso dell’evento si è colto un approccio politico fondato sulla strategia della paura. La visione politica della maggioranza alla base dell’iniziativa appare subalterna, puramente ideologica e intrisa del loro consueto fatalismo sul futuro del territorio: Anagni è il cuore di un nuovo concetto di Rimland, una “terra di frontiera” che attende le opportunità derivanti da scelte altrui e, oggi, dal contesto di tensioni internazionali e dalle politiche di riarmo.

Personalmente non credo nei destini obbligati, men che meno in quelli dettati dalla paura. E sono convinto che nessun imprenditore possa permetterselo. Il riarmo ha un prezzo concreto: pesa sulle famiglie e sulle imprese, su un’economia che cresce meno della media europea e su settori strategici come sanità, formazione e sicurezza interna. Dall’inizio del conflitto in Ucraina chi produce, chi investe e chi lavora affronta caro prezzi, pressione fiscale e riduzione dei servizi. Se andiamo più indietro nel tempo, la storia del nostro Paese insegna che rincorrere la logica delle grandi potenze militari produce l'effetto opposto a quello desiderato: anziché garantire stabilità, aumenta i costi sociali e le disuguaglianze, finendo solo per alimentare una pericolosa spirale di tensione. Accettare la visione fatalista espressa dalla politica locale con Rimland significa impoverire i cittadini e penalizzare gli imprenditori, mettendoli in competizione per risorse sempre più scarse. Ciò crea squilibri tra comparti, rende i territori meno attrattivi e riduce la possibilità di pianificare nel medio periodo.

Una politica responsabile deve fare l’opposto: garantire stabilità, certezze, servizi e crescita. Dobbiamo costruire il nostro futuro, lavorando con concretezza e coraggio per un contesto favorevole ai cittadini ed a tutti i comparti produttivi, non solo a uno. Solo così l’imprenditore non diventa vittima dell’opportunismo dettato da altri, ma protagonista di una crescita autonoma del territorio fondata su una visione costruttiva, diversificata ed armoniosa.

Per questo noi abbiamo indicato una direzione diversa per Anagni: valorizzare il patrimonio architettonico e ambientale con progetti ambiziosi che migliorino la qualità della vita e siano funzionali a politiche turistiche espansive. E rilanciare l'economia partendo dai mezzi a disposizione dell'ente, primo tra tutti il patrimonio comunale. La nostra visione sull’ex Polveriera militare ne è il simbolo: la proposta è trasformare il sito in un polo sanitario, universitario e di ricerca in grado di generare un indotto trasversale nei servizi e nelle tecnologie. Un percorso grandemente vantaggioso per tutte le realtà del territorio e in linea con il grande investimento realizzato dal colosso farmaceutico Novo Nordisk.

Da quell'investimento le casse del Comune hanno ricavato quasi 4 milioni di euro e un’amministrazione lungimirante avrebbe dovuto pianificare per tempo interventi coerenti con la prospettiva dettata sull’ex Polveriera. La maggioranza Natalia, invece, ha scelto un’altra strada: a giugno ha vincolato l’area della Polveriera a progetti improvvisati e privi di rilevanza pubblica; nella seduta consiliare di venerdì scorso ha annunciato l'incameramento delle risorse di Novo Nordisk, destinandole a bilancio per una generica “manutenzione straordinaria del territorio”, senza programmazione e senza una strategia di crescita. Questa non è solo negligenza amministrativa. Così non si costruisce il futuro, né per le imprese né per la città.

Anagni deve cambiare marcia: non deve essere una Rimland da conquistare con gli opportunismi o da difendere con i missili, ma una Comunità che sceglie il proprio destino puntando su innovazione, servizi avanzati e visione. È questa la strada che continueremo a perseguire, con coerenza e trasparenza, senza lasciarci condizionare dalle narrazioni distorte sul nostro lavoro.

Luca Santovincenzo

Consigliere Comunale

Capogruppo LiberAnagni