PROVINCIA - DI STEFANO, L'UPI E LA PROROGA
- Tommaso Villa
La strada verso il possibile prolungamento del mandato di Luca Di Stefano alla guida della Provincia di Frosinone ha compiuto un decisivo passo in avanti. Il Governo ha posto la questione di fiducia sul Decreto PA nel testo uscito dalle Commissioni parlamentari, che contiene anche la norma destinata a riallineare le scadenze dei Presidenti e dei Consigli provinciali. La Camera ha fissato per lunedì 28 settembre, dalle ore 11.10, le dichiarazioni di voto sulla fiducia e dalle 13 la chiama per appello nominale. Il provvedimento dovrà poi proseguire il proprio iter parlamentare.
Per Frosinone l’effetto della nuova disposizione sarebbe particolarmente significativo. Di Stefano è stato eletto Presidente della Provincia nel dicembre 2022 e il suo mandato quadriennale dovrebbe concludersi alla fine del 2026. Il Consiglio provinciale, invece, è stato rinnovato soltanto nel marzo scorso. Con il nuovo meccanismo le due scadenze verrebbero riallineate e, anziché procedere tra pochi mesi ad una nuova elezione del solo Presidente, Di Stefano potrebbe rimanere alla guida della Provincia fino al 2028, quando scadrà l’attuale Consiglio.
C’è però un aspetto politico-istituzionale della vicenda che merita attenzione. Luca Di Stefano non è soltanto Presidente della Provincia di Frosinone: è anche vicepresidente di UPI Lazio, l’organizzazione che rappresenta le Province della regione. E proprio l’Unione delle Province d’Italia aveva già inserito il riallineamento dei mandati tra le proprie richieste ufficiali.
Il 13 maggio scorso Di Stefano partecipò a Roma all’Assemblea generale dell’UPI che approvò all’unanimità i “Punti programmatici per la fine della legislatura”. Tra gli obiettivi indicati nel documento figurava espressamente il riallineamento della durata dei mandati degli organi provinciali, insieme alla richiesta di una riforma complessiva delle Province. La richiesta, peraltro, non nasce negli ultimi giorni: già nell’assemblea nazionale dell’UPI del novembre 2025 i rappresentanti delle Province laziali avevano posto sul tavolo la necessità di allineare la durata del mandato del Presidente e quella dei consiglieri provinciali.
Oggi quella richiesta istituzionale è arrivata dentro un provvedimento parlamentare. L’UPI nazionale ha infatti accolto positivamente l’emendamento approvato in Commissione, sottolineando che esso consentirebbe, nelle prossime scadenze, di svolgere nello stesso giorno le elezioni del Presidente e quelle del Consiglio provinciale, superando almeno temporaneamente il disallineamento prodotto dalla diversa durata dei due organi. L’emendamento ha avuto, secondo l’UPI, un sostegno trasversale tra le forze politiche.
A questo punto una domanda è inevitabile: quanto ha inciso personalmente Di Stefano nel percorso che ha portato a questa modifica? I documenti disponibili consentono di affermare che il Presidente della Provincia di Frosinone ha partecipato all’attività dell’UPI che sosteneva il riallineamento dei mandati e che ricopre un ruolo di vertice nell’UPI Lazio. Non risultano invece, allo stato delle fonti pubblicamente disponibili, elementi sufficienti per attribuirgli personalmente la scrittura dell’emendamento o un intervento diretto presso Governo e Parlamento per ottenere la norma.
Sono due piani che vanno tenuti distinti. Il primo è documentato: il riallineamento era una battaglia istituzionale dell’UPI e Di Stefano faceva parte degli organismi che la sostenevano. Il secondo, cioè quale sia stato eventualmente il suo contributo personale nel percorso che ha portato dalla richiesta dell’UPI all’emendamento parlamentare, richiederebbe una conferma diretta del Presidente o degli stessi protagonisti dell’iter politico.
La norma, comunque, non è ancora definitiva. Il Governo ha scelto la strada della fiducia e il voto è programmato alla Camera per lunedì 28 settembre. Soltanto dopo il completamento dell’intero iter parlamentare si potrà parlare di prolungamento definitivamente acquisito.
Per Luca Di Stefano, però, la prospettiva del 2028 appare oggi più concreta rispetto a pochi giorni fa. Resta ferma anche una condizione fondamentale prevista dalla legge Delrio: per continuare a presiedere la Provincia dovrà mantenere il requisito richiesto dalla legge, e quindi continuare a ricoprire la carica di sindaco di Sora. E qui, al momento, non ha neppure uno straccio di avversario.