VEROLI - PRATO DI CAMPOLI: DA TUTELA A IMMOBILISMO

  • Tommaso Villa

Ci sono luoghi che resistono nonostante le amministrazioni, Prato di Campoli è uno di questi. Zona protetta, biglietto a pagamento, chioschi stagionali, regolamenti su carta e silenzi in quota. Un tesoro naturale trasformato in spazio provvisorio, dove la tutela è diventata immobilismo.

A oltre mille metri di altitudine, tra faggi e radure che d’autunno si accendono di rame, Prato di Campoli è la vetrina social di Veroli: un luogo che incanta, ma che da troppo tempo vive di rendita. Ogni stagione porta promesse: piani di valorizzazione, giornate del fogliame, più servizi, più controllo. Eppure, il pianoro resta com’è e per certi versi è anche una fortuna.

Si paga per salire con l’auto o il camper, ma non per restare davvero: manca l’acqua, manca la luce, mancano infrastrutture degne di un’area turistica riconosciuta. Il regolamento comunale, definisce la zona come ZPS – Zona di Protezione Speciale nell’ambito della rete europea Natura 2000. Un documento che tutela la biodiversità, vieta fuochi e droni, consente solo turismo “compatibile”. Un testo importante, ma incompleto: parla di divieti e controlli, non di prospettive.

Nessuna visione, nessun piano organico. Solo concessioni temporanee per i chioschi estivi, affidate ogni anno con bando pubblico. E pensare che un tempo Prato di Campoli viveva tutto l’anno. Era la montagna dei pastori, dei carbonari, dei tagliaboschi e dei raccoglitori di foglie. Era vita e sussistenza per i suoi abitanti. Un mondo semplice, ma vitale, in cui la natura era compagna di lavoro, non sfondo per i social. Oggi resta la cartolina: perfetta, ma muta.

L’attuale amministrazione parla di “migliorare la fruibilità nel rispetto dell’ambiente” e di “valorizzare il patrimonio naturale”. Parole condivisibili, ma che si perdono nella nebbia delle buone intenzioni. Le “giornate del foliage” annunciate tra ottobre e novembre non risultano ancora calendarizzate, e l’impressione è che anche questa idea resti sospesa come i colori d’autunno che tutti fotografano, ma pochi gestiscono. Prato di Campoli meriterebbe un progetto vero: un piano leggero ma concreto, che coniughi tutela, accessibilità e memoria. Un turismo rispettoso, sì, ma anche organizzato, capace di creare lavoro e identità.