STORIA - QUANDO LA CIOCIARIA ERA DIVISA

  • Tommaso Villa

8 settembre 1860. Oggi Isola del Liri e Frosinone appartengono alla stessa provincia e sono separate da poche decine di chilometri. Nel 1860 non appartenevano neppure allo stesso Stato. Isola, Sora, Arpino, Cassino e gran parte dell'attuale territorio meridionale della provincia erano nel Regno delle Due Sicilie, inseriti nella Terra di Lavoro. Frosinone, Alatri, Veroli, Ferentino, Anagni e buona parte dell'area settentrionale appartenevano invece allo Stato Pontificio.

Fra questi territori correva una vera frontiera internazionale. L'Unità d'Italia, dunque, non arrivò nell'attuale provincia di Frosinone nello stesso momento. Per una parte iniziò nel 1860. Per l'altra bisognerà aspettare il 1870. Ed è proprio da questa divisione che parte il nostro viaggio.

Il 7 settembre 1860 Giuseppe Garibaldi entrò a Napoli praticamente senza incontrare resistenza. Francesco II di Borbone aveva lasciato la capitale e si era trasferito a Gaeta, dove avrebbe organizzato l'ultima difesa del Regno delle Due Sicilie. La notizia raggiunse rapidamente anche il Distretto di Sora. E il giorno successivo accadde qualcosa che riguarda direttamente la nostra storia.

8 settembre 1860: nasce il Governo provvisorio di Sora. La mattina dell'8 settembre 1860, mentre l'autorità borbonica non era ancora definitivamente scomparsa dal territorio, a Sora venne proclamato un Governo provvisorio del Distretto. Le ricostruzioni storiche collocano la manifestazione in piazza Santa Restituta, dove venne innalzata la bandiera nazionale.

Il nuovo organismo si schierava con Vittorio Emanuele e con Garibaldi. Fra gli uomini coinvolti troviamo esponenti di diversi centri della Terra di Lavoro: Giuseppe Colucci, Francesco Loffredo e Alessandro Ferrari di Sora, Alfonso Visocchi di Atina, Giuseppe Polsinelli di Arpino, Gaetano Pelagalli di Aquino, Federico Iucci di Cassino, esponenti di Arce e Picinisco.

E c'era anche un uomo di Isola: Giustiniano Nicolucci. Una biografia parlamentare dell'epoca ricorda espressamente che Nicolucci, insieme ad altri liberali, proclamò nel circondario di Sora il Governo provvisorio «in nome di Vittorio Emanuele re d'Italia, sotto la dittatura del generale Garibaldi». Nicolucci sarebbe poi diventato uno dei più importanti antropologi italiani dell'Ottocento e deputato al Parlamento. Ma in quei giorni era soprattutto un esponente liberale di una città ancora formalmente borbonica.

Attenzione: Isola non diventò italiana l'8 settembre. Qui bisogna fermarsi. Perché raccontare che l'8 settembre 1860 Isola entrò definitivamente nel nuovo Stato italiano sarebbe storicamente sbagliato. Quella del Governo provvisorio fu una rottura politica con il potere borbonico, non ancora l'annessione.

La situazione militare era tutt'altro che stabilizzata. Francesco II era ancora sul trono. Gaeta resisteva. L'esercito borbonico combatteva. E nel Sorano il vecchio potere sarebbe persino tornato. A fine settembre iniziò infatti una controffensiva borbonica guidata dal colonnello Theodor Friedrich Klitsche de la Grange, inviato nelle zone interne della Terra di Lavoro e verso gli Abruzzi. Tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre le forze borboniche tornarono nell'area di Arpino, Isola e Sora e tentarono di ripristinare l'autorità di Francesco II.

Una ricostruzione colloca il passaggio delle truppe ad Arpino, Isola e Sora il 30 settembre; altre fonti distribuiscono l'occupazione del Sorano fra gli ultimi giorni di settembre e i primi di ottobre. Quel che è certo è che il Governo provvisorio dell'8 settembre non aveva ancora chiuso la partita. È un particolare importante. Perché ci restituisce un Risorgimento molto diverso da quello raccontato attraverso una semplice successione di date. Nel nostro territorio il passaggio dal vecchio al nuovo Stato fu incerto, contestato e accompagnato da movimenti militari contrapposti.

Il passaggio politico decisivo avvenne il 21 ottobre 1860, quando nelle province napoletane si svolse il plebiscito. La domanda posta agli elettori era chiara: «Il Popolo vuole l'Italia una e indivisibile con Vittorio Emanuele Re Costituzionale e suoi legittimi discendenti?» Il risultato ufficiale vide una larghissima maggioranza di voti favorevoli all'unione.

Ma anche il plebiscito non coincide ancora con la nascita del Regno d'Italia. La formalizzazione arrivò il 17 dicembre 1860. Con il Regio Decreto n. 4498 venne stabilito che le province napoletane entravano a far parte integrante dello Stato italiano. Da quel momento anche il territorio di Isola, Sora e degli altri comuni della Terra di Lavoro interessati dall'annessione era formalmente passato dal vecchio Regno delle Due Sicilie al nuovo ordinamento sabaudo.

Il 17 marzo 1861 sarebbe poi stato proclamato ufficialmente il Regno d'Italia. Ed ecco la situazione che oggi può apparire sorprendente: Isola e Sora erano ormai italiane. Frosinone no. Frosinone continuava ad appartenere allo Stato Pontificio. E ci sarebbe rimasta ancora per quasi dieci anni.

C'è poi un'altra precisazione necessaria. Con l'Unità d'Italia Isola non diventa Comune. Lo era già sotto il Regno delle Due Sicilie. Il Comune rappresentava infatti già nell'ordinamento borbonico l'unità amministrativa di base. Quello che cambia nel 1860 è lo Stato di appartenenza. Isola, dunque, passa come Comune dalla Terra di Lavoro borbonica al nuovo ordinamento italiano. Ma non si chiamava ancora Isola del Liri. Nei documenti dell'epoca compare inizialmente semplicemente come Isola.

Il 26 luglio 1863, con un provvedimento regio, il nome venne modificato in Isola presso Sora. La variazione è registrata anche nelle pubblicazioni statistiche ufficiali dello Stato italiano relative ai cambiamenti di denominazione dei comuni. Una scelta che oggi può sembrare quasi curiosa. La città delle cascate portava nel proprio nome il riferimento a Sora.

Ma durerà soltanto sei anni. Il passaggio definitivo arriva il 21 giugno 1869. Vittorio Emanuele II firma il Regio Decreto n. 5162. L'articolo è semplicissimo: il Comune di Isola presso Sora viene autorizzato ad assumere la denominazione di Isola del Liri. È il nome che conserva ancora oggi. La sequenza è quindi molto chiara: Isola, Comune del Regno delle Due Sicilie. 1860, cambia Stato. 1863, diventa Isola presso Sora. 1869, assume definitivamente il nome di Isola del Liri.

E mentre Vittorio Emanuele II firmava il decreto che dava alla città il suo nome moderno, a Frosinone comandava ancora il Papa. Questo è forse il particolare che meglio racconta quanto fosse diversa la geografia politica di allora. Nel 1869 un cittadino di Isola del Liri viveva nel Regno d'Italia. Un cittadino di Frosinone viveva ancora nello Stato Pontificio. Per andare da una parte all'altra si attraversava una frontiera. C'erano dogane. Posti di guardia. Controlli sulle merci. E lungo quella linea erano stati collocati cippi di pietra che indicavano fisicamente dove terminava uno Stato e cominciava l'altro.

La provincia di Frosinone non esisteva ancora. Anzi, neppure dopo il 1870 Isola e Frosinone sarebbero entrate immediatamente nella stessa provincia. Isola sarebbe rimasta nella Terra di Lavoro. Frosinone sarebbe stata inserita nella Provincia di Roma. Bisognerà attendere il 1927 perché quelle due storie amministrative vengano finalmente riunite. Ma prima dobbiamo arrivare al settembre del 1870 Perché mentre Isola aveva già cambiato Stato e persino nome, a Frosinone stava per terminare un dominio durato secoli. Il dominio temporale del Papa.

Continua – Seconda puntata: 13 settembre 1870, Frosinone non è più del Papa.