ECONOMIA - AEROPORTO AD AQUINO, TAV A ROCCASECCA

  • Tommaso Villa

È una di quelle notizie che, nel nostro territorio, tornano ciclicamente: aeroporto di Aquino. Solo che stavolta, almeno sulla carta, qualcosa si muove davvero. Ieri in Regione Lazio si è svolto un incontro chiesto su sollecitazione del territorio e del sindaco di Aquino, per provare a trasformare un’idea che da anni aleggia nei dibattiti locali in un percorso un po’ più concreto.

Attorno al tavolo c’erano rappresentanti istituzionali e tecnici di peso: assessorato regionale, autorità dell’aviazione civile, mondo universitario, consorzio industriale e operatori dell’aerospazio. Non una riunione informale, ma un confronto strutturato.

C’è però un elemento che non può essere dimenticato. Il presidente Rocca, nei mesi scorsi, è stato chiaro: un aeroporto in Ciociaria ha senso solo se collegato all’Alta Velocità. Tradotto, quando si parla di aeroporto si parla inevitabilmente anche di Tav e, nel nostro quadrante, di Roccasecca. Le due cose camminano insieme oppure rischiano di non camminare affatto.

L’idea che emerge è quella di uno scalo legato a sviluppo, ricerca e filiere innovative più che al traffico di massa. Ora si annuncia la fase dei business plan, quindi numeri veri, sostenibilità e mercato. È lì che si capirà se siamo davanti a un progetto industriale o all’ennesimo annuncio.

Il territorio fa bene a seguire con attenzione, senza tifoserie. Se aeroporto e Alta Velocità entreranno dentro una strategia seria di sviluppo del Cassinate e della provincia, allora il discorso cambia. Altrimenti resterà una visione interessante ma sospesa.

Noi questa tesi l’abbiamo sostenuta da tempo: senza connessione veloce, uno scalo rischia di restare isolato; come gli unici punti possibili fossero Acquino e Roccasecca.