ALATRI CALCIO - ACHILLE CASTELLANO, LO STOPPER
- Tommaso Villa
Sono bastati solo due anni ad Achille Castellano per innamorarsi di Alatri. Achille CAstellano classe 52 napoletano ha militato nella Quarta Serie con l'Alatri nei campionati 1972-73 e 1973-72 collezionando 57 presenze: 29 nel 72-73 e 28 nel 73-74, il penultimo in serie D della compagine verderosa- Nel 72-73 l'Alatri si classificò all'undicesimo posto con 33 punti con 9 vittorie, 15 pareggi e 10 sconfitte di cui solo una in casa con 32 gol realizzati e altrettanti subiti (16 reti incassate da entrambi i portieri Gianni D'Alatri detto Pennellone e Carlo De Cesaris detto Carletto). Nel campionato 73-74 l'Alatri realizzò 31 punti con 8 vittorie, 15 pareggi e 11 sconfitte, 24 le reti realizzate e 31 subite (27 da Flavio Benecchi e 4 dal giovanissimo (Classe 54) compianto Giorgio Viviani.
Ma tornando ad Achille Castellano, napoletano di Chiaia, uno dei quartieri più "In" del capoluogo campano, inizia a tirare pallonate in strada: 4 bastoni per pali, un pallone e scarpe, non scarpini anche se la famiglia Castellano non è che se la passasse male, nipote di falegname e figlio di un direttore di uno stabilimento di esplosivi. Achille chiede alla sorella di rompere il suo "Carusiello" (salvadanaio) per acquistare chissà cosa ed invece siccome è tifoso dell'Inter e soprattutto delle gesta di Mariolino Corso (il piede sinistro di Dio) va a comprarsi il completino completo dell'ala nerazzurra. Viene scoperto da G.Lambiase scopritore di talenti del calibro di Antonio Juliano, Vincenzo Montefusco e Alessandro Abbondanza detto Sivorino per la somiglianza con l'oriundo argentino Omar Sivori.
Achille va a giocare nel campo dei Vigili del Fuoco a Fuorigrotta. A 13 anni "apriva" con la squadra giovanile del Napoli gli incontri di serie A al San Paolo, sono gli anni di Jose Altafini, partitella iniziale e poi raccattapalle. Seguono la Primavera del Napoli, il Torneo di Viareggio poi a 17 anni il calcio semiprofessionistico con la Puteolana in serie D; due campionati prima dell'acquisto del presidente Enrico Simoncelli. Achille si trasferisce all'Alatri per 18 milioni di lire e 180 mila lire di stipendio il primo anno e 210 mila lire il secondo.
Era uno stopper valido e fu premiato pertanto da uno dei dirigenti Tommaso Paolo Colazingari ( che spesso regalava bottiglie di liquore ai calciatori).
"Ricordo con affetto e nostalgia quei due meravigliosi anni trascorsi ad Alatri - racconta Castellano. Alloggiavamo all'Albergo Centrale di proprietà dei Ceci, i pranzi e le cene al ristorante "La Conca" degli Orazi, ricordo la signora Ada e il figlio Francesco. Ricordo che si andava a fare colazione in un bar c'era la signora Italia e il marito Otello, i figli Vittorio, Tonino e Mary. Ma ancor di più ho un bellissimo ricordo del presidente Enrico Simoncelli e degli altri dirigenti tra cui Don Enzo, mio padre spirituale, Riziero Cerica (quando mi vedeva con qualche ragazza si arrabbiava), il signor Cittadini (padre di Patrizio già sindaco di Alatri). Ricordo il massaggiatore Nello Bauco ed il magazziniere Sistino Pecci (Tabora), ricordo la moglie che ci faceva trovare sempre gli indumenti puliti e stirati ed il figlio che ha giocato anche lì con l'Alatri (Massimo Pecci 2 presenze nel campionato 1973-74 sempre in serie D)". Castellano dopo la stagione 1973-74 verrà ceduto al Tharros poi al Giuliano, un anno come allenatore e poi di nuovo alla Tharros dove appenderà gli scarpini al chiodo.
Questa la carriera calcistica di Achille Castellano che quando può torna ad Alatri e non soltanto per salutare gli altri calciatori ma per rivedere le bellezze della nostra cittadina che porta sempre nel cuore. Il prossimo 22 maggio sarà nuovamente ad Alatri per festeggiare i 60 anni della storica promozione in serie D.
Bruno Gatta