SANITA' - QUANDO LA DIGITALIZZAZIONE DIVENTA UN PROBLEMA

  • Tommaso Villa

Presso la Sala Teatro dell’ASL di Frosinone in via Armando Fabi, si è svolto l'altro tgiorno il convegno “La digitalizzazione a supporto dei processi di assistenza L’ASL di Frosinone con un piede nel futuro”, una giornata interamente dedicata alla trasformazione digitale della sanità pubblica.

Al centro dell’incontro temi ormai sempre più presenti nel dibattito sanitario: Fascicolo Sanitario Elettronico, cartelle cliniche digitali, cybersicurezza, cloud, integrazione dei dati e innovazione tecnologica applicata ai servizi sanitari.

Ad aprire i lavori è stato il Direttore Generale della ASL di Frosinone Arturo Cavaliere. Presenti anche il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, la Presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio Alessia Savo, il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli e numerosi rappresentanti istituzionali e tecnici del settore sanitario. Tutto bello. Tutto moderno. Tutto inevitabilmente necessario.

Perché è giusto che la sanità entri finalmente nel presente tecnologico dopo anni di ritardi, burocrazia e sistemi spesso ancora legati alla carta. Però, accanto agli applausi e alle parole sull’innovazione, forse sarebbe utile fermarsi anche su un’altra riflessione: questa rivoluzione digitale è davvero accessibile a tutti?

In teoria una risposta esiste. Regione Lazio e PNRR hanno finanziato i cosiddetti “Punti Digitale Facile”, sportelli creati proprio per aiutare i cittadini nell’utilizzo di SPID, Fascicolo Sanitario Elettronico, prenotazioni online, referti digitali e servizi pubblici. Nella provincia di Frosinone risultano attivi fino a 31 punti di facilitazione digitale distribuiti sul territorio.

Per verificare se nel tuo Comune è presente uno sportello, è possibile consultare la mappa ufficiale nazionale: https://repubblicadigitale.gov.it/servizi/mappa-punti-facilitazione

Ed è qui che nasce una domanda legittima. Consultando la rete ufficiale, almeno al momento, Isola del Liri non sembrerebbe avere un Punto Digitale Facile. E questo apre una riflessione molto più ampia.

Perché il problema non è la tecnologia. Il problema è capire se tutti i cittadini siano realmente nelle condizioni di seguirla.

Per una parte della popolazione usare SPID, app, identità digitali, prenotazioni online e fascicoli elettronici è ormai normale. Per altri invece rappresenta ancora un ostacolo enorme.

Anziani che non hanno dimestichezza con smartphone e computer, forse non ne sono neanche in possesso. Persone fragili che faticano a gestire procedure digitali. Persone costrette spesso a trasformarsi in veri e propri “sportelli digitali ” per aiutare parenti e genitori anche nelle operazioni più semplici.

Ed è qui che si giocherà la vera sfida della sanità del futuro. Perché la tecnologia è una grande opportunità, ma soltanto se il cittadino viene accompagnato davvero dentro questo cambiamento.

Altrimenti il rischio è costruire una sanità sempre più efficiente per chi sa usare perfettamente il digitale e sempre più complicata per chi resta indietro. La vera innovazione non sarà soltanto parlare di cloud, IA e digitalizzazione nei convegni.

La vera innovazione sarà fare in modo che nessun cittadino rinunci persino a curarsi perché si sente escluso da una sanità che ormai parla sempre più il linguaggio della tecnologia.