SORA CALCIO - ECCO PERCHE' LA PARTITA NON E' CHIUSA
- Tommaso Villa
La mancata iscrizione del Sora Calcio al campionato di Serie D ha inevitabilmente generato sconforto e un interrogativo che in queste ore rimbalza tra tifosi, addetti ai lavori e semplici appassionati: è davvero la fine della società?
La risposta, dal punto di vista giuridico e sportivo, è più articolata di quanto possa sembrare. La prima certezza è che il Sora ha perso il diritto a partecipare al prossimo campionato di Serie D. Il termine per presentare la domanda di iscrizione era perentorio e la società non ha depositato la documentazione richiesta, almeno da quello dichiarato, nei prossimi giorni ci sarà l’ufficialità dalla federazione.
Ma perdere la Serie D non significa automaticamente cessare di esistere. La società, infatti, continua ad avere una propria personalità giuridica finché non viene sciolta o perde l'affiliazione alla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Ed è proprio qui che si apre il vero bivio.
Se il Sora Calcio 1907 riuscisse a mantenere la propria affiliazione e la matricola federale, potrebbe valutare la richiesta di iscrizione a un campionato regionale, naturalmente nel rispetto dei regolamenti federali e delle decisioni degli organi competenti. In questo scenario la storia del Sora non verrebbe interrotta. La società resterebbe la stessa, conserverebbe la propria identità sportiva e potrebbe ripartire dal basso, cercando di costruire un nuovo progetto.
Cambierebbe anche la situazione dei calciatori. Se la società mantiene affiliazione e matricola, i tesseramenti non decadono automaticamente. Il club potrebbe scegliere chi confermare, chi cedere e come ricostruire la squadra, sempre nel rispetto delle norme federali. Diverso sarebbe invece il caso della perdita dell'affiliazione. In quel momento la matricola federale verrebbe meno, i tesserati sarebbero destinati alle procedure di svincolo previste dalla FIGC e qualsiasi futura ripartenza dovrebbe avvenire attraverso una nuova società, con una nuova matricola e una nuova affiliazione.
Anche il patrimonio sportivo costruito negli anni verrebbe inevitabilmente compromesso. Esistono precedenti nel calcio italiano. Uno dei più significativi è quello dell'Avellino, dove la vecchia società tentò di proseguire l'attività sportiva iscrivendosi alla Terza Categoria, mentre parallelamente nacque una nuova realtà destinata a riportare il calcio cittadino ai livelli nazionali. Un altro esempio è quello del Noicattaro, che cercò di mantenere la propria anzianità federale proseguendo almeno con il settore giovanile.
Sono casi diversi tra loro, ma dimostrano un principio fondamentale: la mancata iscrizione a un campionato non equivale necessariamente alla morte di una società. Per questo motivo, oggi, la domanda più importante non riguarda il passato, ma il futuro. Non è soltanto capire perché il Sora non sia stato iscritto alla Serie D. La vera domanda è un'altra: la proprietà intende mantenere in vita il Sora Calcio 1907, conservandone affiliazione e matricola federale e provando a ripartire da una categoria inferiore, oppure la storia dell'attuale società è destinata a chiudersi definitivamente?
Da questa risposta dipende il destino del club, del settore giovanile, dei tesserati e di un patrimonio sportivo costruito in 119 anni di storia. Per questo oggi non è il tempo delle sentenze. È il tempo della chiarezza. Perché, qualunque sia la strada scelta, i tifosi del Sora hanno diritto di conoscere quale futuro attende una delle società più antiche e rappresentative del calcio laziale.