IL CASO - SANITA' PROVINCIALE SEMPRE MENO ATTRATTIVA
- Tommaso Villa
“Il flop del concorso per ortopedici dimostra che la sanità provinciale è sempre meno attrattiva”
Il recente concorso per medici ortopedici bandito dalla ASL di Frosinone restituisce una fotografia preoccupante dello stato della sanità pubblica nel territorio. A fronte di 54 domande protocollate, soltanto 11 candidati si sono effettivamente presentati alle prove, e tra questi pochissimi risultano già specialisti.
Per Achille Migliorelli, segretario provinciale del Partito Democratico di Frosinone, si tratta di un segnale chiaro di una crisi che non può più essere ignorata e che chiama direttamente in causa anche le politiche sanitarie regionali. «Questo dato – dichiara Migliorelli – racconta meglio di qualsiasi slogan la situazione in cui versa oggi la sanità pubblica nel nostro territorio. Se un concorso così importante registra numeri così bassi, significa che la nostra provincia non è considerata abbastanza attrattiva per i professionisti che dovrebbero garantire un servizio essenziale come quello sanitario». Il concorso avrebbe dovuto contribuire a rafforzare un settore fondamentale come quello dell’ortopedia, strategico per gli ospedali della provincia. Il risultato ottenuto, invece, evidenzia una difficoltà crescente nel reclutamento di personale medico qualificato, che si inserisce in un quadro regionale già segnato da carenze strutturali di personale sanitario.
Secondo il segretario provinciale del PD, il problema non può essere ridotto a una semplice dinamica nazionale. «È evidente – sottolinea – che quando un territorio non riesce a competere con altri nell’attrarre medici e specialisti, significa che le politiche messe in campo non funzionano. Non basta continuare a parlare di emergenza generale se poi non si affrontano le criticità specifiche dei singoli territori e non si mettono in campo scelte politiche adeguate a livello regionale».
La provincia di Frosinone, crocevia strategico del Lazio meridionale e con un bacino di utenza molto ampio, avrebbe invece bisogno di una sanità forte, capace di trattenere e attirare medici, infermieri e operatori sanitari. «La giunta regionale guidata da Francesco Rocca – prosegue Migliorelli – è arrivata al governo del Lazio promettendo rilancio e modernizzazione del sistema sanitario. Tuttavia, le scelte compiute finora non stanno producendo i risultati annunciati e il rischio è che il peso delle inefficienze continui a ricadere su cittadini e operatori».
Il segretario del Partito Democratico evidenzia come la scarsa partecipazione al concorso non rappresenti un episodio isolato, ma il risultato di una serie di fattori strutturali: condizioni di lavoro difficili, organizzazione dei servizi da migliorare, prospettive di carriera limitate e una qualità della vita che spesso spinge i professionisti a scegliere altri territori.
A livello regionale, del resto, i segnali di difficoltà sono evidenti. Nel Lazio si registra una carenza stimata di circa 500 medici di medicina generale, con oltre mezzo milione di cittadini senza un medico di famiglia, mentre gli accessi ai pronto soccorso continuano ad aumentare, con una media di quasi 5.000 accessi al giorno nel 2025. Una pressione crescente sul sistema sanitario pubblico che rende ancora più urgente rafforzare il personale e l’organizzazione dei servizi sul territorio. «Se non si interviene su questi aspetti – aggiunge – è illusorio pensare che basti pubblicare nuovi bandi per risolvere il problema». Le conseguenze di questa situazione ricadono direttamente sui cittadini: liste d’attesa sempre più lunghe, reparti che faticano a garantire la piena operatività e territori che si sentono sempre più ai margini dell’agenda sanitaria regionale.
«La sanità pubblica – afferma Migliorelli – non può diventare terreno di propaganda o una voce su cui risparmiare. È un bene comune, un diritto sancito dalla Costituzione e un investimento sociale fondamentale». Secondo il Partito Democratico della provincia di Frosinone, esiste infatti un rischio concreto: quello di vedere progressivamente indebolito il sistema pubblico, con una crescente distanza tra chi può permettersi il ricorso alla sanità privata e chi invece dipende esclusivamente dal servizio sanitario nazionale. Negli ultimi anni, infatti, anche nel Lazio è cresciuto il numero di cittadini che rinunciano alle cure o sono costretti a rivolgersi al privato a causa delle liste d’attesa e delle difficoltà di accesso alle prestazioni.
«Quando la sanità non funziona – conclude Migliorelli – non peggiorano soltanto i numeri: si incrina il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Per questo il Partito Democratico della provincia di Frosinone intende affrontare con serietà e determinazione l’emergenza sanità, chiedendo alla Regione Lazio misure concrete, tempi certi e risorse adeguate». L’obiettivo, sottolinea il segretario provinciale, è chiaro: restituire alla sanità pubblica il ruolo di presidio di equità, sviluppo e dignità per tutto il territorio provinciale.