INFRASTRUTTURE - ECCO PERCHE' BISOGNA PUNTARE SUL CASSINATE

  • Tommaso Villa

La presentazione della bretella Cisterna di Latina - Valmontone segna un passaggio importante nel ridisegno delle infrastrutture del Lazio meridionale. Si tratta di un’opera destinata a collegare direttamente l’Agro Pontino con l’Autostrada del Sole, rafforzando il sistema logistico e produttivo della provincia di Latina e inserendolo ancora più stabilmente nei grandi corridoi economici nazionali.

È una scelta che arriva dopo anni di discussioni e rinvii, ma che oggi si concretizza con un indirizzo politico chiaro. E proprio per questo, osservandola dalla prospettiva della Ciociaria, la notizia impone anche una riflessione più ampia. Perché da tempo sosteniamo che il vero nodo strategico per la provincia di Frosinone non fosse soltanto il collegamento con Roma, ma soprattutto la costruzione di un asse infrastrutturale forte verso Latina.

Un collegamento veloce tra i due territori avrebbe potuto unire due sistemi economici complementari: l’industria manifatturiera e farmaceutica della Ciociaria da una parte, il sistema agricolo e logistico pontino dall’altra. Sarebbe stato un corridoio naturale capace di valorizzare infrastrutture decisive come il MOF – Mercato Ortofrutticolo di Fondi e il Porto di Gaeta, creando una piattaforma economica integrata tra le due province.

Questa visione però non è mai diventata una priorità politica reale. Il dibattito infrastrutturale della provincia di Frosinone è rimasto per anni concentrato quasi esclusivamente sul rapporto con Roma, mentre altre aree del Lazio meridionale costruivano progressivamente il proprio sistema di collegamenti. La bretella Cisterna-Valmontone rafforza proprio quell’asse settentrionale, quello che guarda direttamente alla capitale e alla dorsale dell’Autostrada A1.

Ed è qui che si apre una questione nuova. Se il baricentro infrastrutturale continua a gravitare attorno a Valmontone, il rischio è che quell’area diventi il punto di attrazione capace di catalizzare – e in alcuni casi cannibalizzare – altre infrastrutture strategiche del territorio. Non si tratta solo di una questione stradale. Riguarda anche i grandi progetti che da anni vengono discussi nella provincia di Frosinone, a partire dal tema della stazione dell’alta velocità e dal possibile sviluppo dell’area dell’Aeroporto di Aquino.

Se queste infrastrutture restano dentro l’orbita geografica e politica di Valmontone, inevitabilmente entreranno in competizione con un territorio che oggi dispone già di forti attrattori economici e turistici. Pensiamo alla presenza del grande polo commerciale e del parco divertimenti di quella zona, elementi che conferiscono a quell’area un peso mediatico e politico difficilmente ignorabile.

Per questo diventa sempre più evidente la necessità di ragionare su un diverso baricentro strategico per la provincia di Frosinone. Spostare l’asse infrastrutturale verso il Cassinate, e in particolare verso l’area di Roccasecca e Cassino, potrebbe rappresentare una scelta più coerente con la geografia economica del territorio.

Un’alta velocità collocata in quell’area avrebbe infatti un ruolo diverso: servirebbe direttamente il sistema industriale del sud della provincia e si collegherebbe più facilmente con il corridoio logistico che porta verso il porto di Gaeta e verso il MOF di Fondi. Allo stesso tempo permetterebbe di sviluppare una sinergia con il progetto dell’aeroporto di Aquino, creando un sistema infrastrutturale integrato tra ferrovia, strada e logistica.

Ma c’è anche un elemento politico da considerare. Un asse che guarda al Cassinate si allontana naturalmente dalla competizione diretta con Valmontone e può trovare più facilmente una convergenza con la provincia di Latina, che ha interesse a rafforzare i collegamenti con il proprio sistema portuale e agroalimentare. In altre parole, non si tratterebbe più di una competizione tra territori, ma della costruzione di un corridoio economico condiviso tra due province.

La presentazione della Cisterna-Valmontone ci ricorda quindi una verità semplice ma spesso dimenticata: le infrastrutture non sono solo opere pubbliche, ma scelte strategiche che determinano per decenni il destino economico di un territorio. Per la Ciociaria forse è arrivato il momento di ripensare con lucidità il proprio baricentro infrastrutturale e di costruire una visione capace di guardare oltre i confini provinciali.

Perché se è vero che alcune occasioni non sono state colte in passato, è altrettanto vero che le partite decisive per lo sviluppo del territorio non si giocano mai una volta sola.