STORIA - ISTITUITE DICIASSETTE NUOVE PROVINCE
- Tommaso Villa
Era il 6 dicembre 1926: arriva la notizia La svolta arrivò durante il regime fascista, nell'ambito di un vasto riordinamento delle circoscrizioni amministrative italiane. Il 6 dicembre 1926 il Consiglio dei ministri deliberò la costituzione di diciassette nuove province, tra le quali Frosinone. Il capo del Governo comunicò al podestà Antonio Turriziani: «Oggi su mia proposta il Consiglio dei Ministri ha elevato codesto Comune alla dignità di Capoluogo di Provincia».
Frosinone contava allora circa 13.000 abitanti ed era una città relativamente piccola, anche se da decenni sede di sottoprefettura. Il passaggio formale arrivò con il Regio decreto-legge n. 1 del 2 gennaio 1927, dedicato al riordinamento delle circoscrizioni provinciali. All'articolo 1 compariva finalmente la formula: «Provincia di Frosinone con capoluogo Frosinone».
La nuova provincia comprendeva l'intero circondario di Sora, proveniente dalla soppressa Terra di Lavoro, insieme ai territori dell'area frusinate precedentemente appartenuti alla Provincia di Roma e ad alcuni comuni provenienti dall'ex circondario di Gaeta. Per la prima volta Isola del Liri e Frosinone si trovavano non soltanto nello stesso Stato, ma anche nella stessa provincia.
Per Isola del Liri il cambiamento fu profondo. Dal periodo borbonico e anche dopo l'Unità d'Italia, la città aveva continuato a gravitare amministrativamente sulla Terra di Lavoro, con Caserta capoluogo. Nel 1927 quella storica provincia venne soppressa e smembrata fra diverse nuove circoscrizioni. I comuni del circondario di Sora passarono alla Provincia di Frosinone, mentre altri territori della Terra di Lavoro furono assegnati a province differenti.
Caserta stessa perse temporaneamente il ruolo di capoluogo e la sua provincia sarebbe stata ricostituita soltanto nel 1945. Per Isola significò un cambiamento netto: non più Caserta, ma Frosinone. Ed è proprio questo il punto centrale dell'intera nostra serie: la nuova provincia nasceva mettendo insieme territori appartenuti prima dell'Unità a due Stati differenti, lo Stato della Chiesa e il Regno delle Due Sicilie. Da una parte terre che per secoli avevano guardato verso Roma; dall'altra territori che avevano avuto Napoli, e poi Caserta, come riferimento politico e amministrativo. Due legislazioni, due amministrazioni, due sistemi fiscali, due tradizioni istituzionali e, fino a pochi decenni prima, persino una frontiera internazionale con dogane, guardie e cippi.
La carta, peraltro, non divenne immediatamente quella che conosciamo oggi. Il 31 marzo 1927 un ulteriore provvedimento assegnò alla Provincia di Frosinone anche Amaseno, Castro dei Volsci e Vallecorsa, inizialmente rimasti fuori. Nel 1934, con la nascita della Provincia di Littoria, l'attuale Latina, altri territori vennero invece sottratti a Frosinone. L'attuale provincia, con i suoi 91 comuni, è quindi il risultato di un processo sviluppatosi nel tempo. Anche Frosinone dovette trasformarsi materialmente in un capoluogo: i primi uffici provinciali vennero sistemati tra il Palazzo della Prefettura, Palazzo Berardi e locali presi in affitto; parte del personale arrivò proprio dalla soppressa amministrazione della Terra di Lavoro.
Nel 1930 venne posata la prima pietra dell'attuale Palazzo della Provincia, progettato dall'architetto Giovanni Jacobucci; gli uffici vi si trasferirono nel 1933 e l'inaugurazione ufficiale avvenne l'anno successivo. La nascita della provincia, dunque, non cambiò soltanto una carta geografica: cambiò anche Frosinone.
Ed eccoci alla fine del nostro viaggio. Siamo partiti dal 1860, quando Isola e Sora assistevano alla fine del Regno delle Due Sicilie mentre Frosinone continuava ad appartenere al Papa. Abbiamo seguito il 1870, quando anche Frosinone entrò nel Regno d'Italia. Abbiamo ritrovato la vecchia frontiera, le dogane, i posti di guardia e i cippi che indicavano fisicamente dove terminava lo Stato Pontificio e iniziava quello borbonico. Poi siamo arrivati al 1927, quando gran parte di quelle terre un tempo separate da un confine internazionale finirono finalmente sotto la stessa amministrazione.
La Provincia di Frosinone non è quindi l'erede lineare di un'unica antica provincia: è il risultato dell'incontro di due storie, una proveniente dallo Stato Pontificio, l'altra dalla Terra di Lavoro e dal Regno delle Due Sicilie. Prima furono separate da una frontiera, poi riunite dallo Stato italiano e infine, nel 1927, poste sotto lo stesso capoluogo. Prima di essere una provincia, questa terra era stata due terre. E forse è anche da qui che bisogna partire per comprendere perché ancora oggi il nord della provincia, il Sorano e il Cassinate conservino identità, riferimenti e sensibilità territoriali differenti. Il confine è scomparso dalle carte. La storia che quel confine ha prodotto, molto meno.
E c'è un motivo in più per tornare oggi su questa vicenda. La Provincia di Frosinone sta andando verso il suo centenario: il 6 dicembre 2026 ricorreranno cento anni dalla decisione politica che ne sancì la nascita, mentre il 2 gennaio 2027 cadranno i cento anni dal provvedimento formale che istituì la nuova provincia. Un anniversario che dovrebbe diventare anche l'occasione per riscoprire come siamo arrivati fin qui e quanto complessa sia stata la costruzione del territorio che oggi chiamiamo Provincia di Frosinone.