BOVILLE - APRIRE IL COMUNE DI SABATO

  • Tommaso Villa

La chiusura del Comune il sabato mattina, disposta con la rimodulazione degli orari di apertura al pubblico entrata in vigore dal 14 luglio 2025, sta generando forte preoccupazione e disagi diffusi tra i cittadini. Per questo Enzo Perciballi, candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative, ha inviato una richiesta formale di revisione degli orari alla Commissaria Straordinaria, dott.ssa Stefania Galella, chiedendo in particolare di ripristinare l’apertura del sabato.

Secondo quanto comunicato ufficialmente, oltre alla riduzione complessiva delle fasce orarie settimanali, è stata prevista la chiusura totale degli uffici comunali il sabato, ad eccezione della sola reperibilità per le denunce di morte. Una scelta che, pur potendo rispondere a esigenze organizzative interne, incide in maniera significativa sulla vita quotidiana delle persone.

Fino a prima della modifica, gli uffici garantivano un orario considerato funzionale e apprezzato: apertura dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14, il sabato dalle 8 alle 13, oltre ai rientri pomeridiani del martedì e del giovedì. Un’organizzazione che consentiva a molti cittadini di svolgere pratiche essenziali - come rinnovi di carte d’identità, richieste di certificati e adempimenti urgenti - senza dover chiedere permessi o sottrarre tempo al lavoro.

«La chiusura del sabato sta creando un disagio serio e concreto, soprattutto per i lavoratori che durante la settimana non possono assentarsi. In un Comune come Boville Ernica, dove tanti cittadini lavorano fuori paese o in settori come l’edilizia, questa scelta rischia di trasformare una semplice pratica amministrativa in un problema che costringe a chiedere ferie, permessi o a rinunciare a servizi fondamentali», dichiara Enzo Perciballi.

A ciò si aggiunga la difficoltà per le famiglie che assistono persone anziane o con ridotta mobilità, che spesso trovavano nel sabato l’unico giorno realmente utile per accompagnare i propri cari senza stravolgere turni e impegni lavorativi.

«Il Comune deve restare un punto di riferimento accessibile, non un ostacolo. Ridurre le fasce orarie e chiudere il sabato significa scaricare sui cittadini il peso dell’organizzazione interna. È necessario trovare un equilibrio più equo tra le esigenze dell’ente e quelle della popolazione», prosegue Perciballi.

Perciballi, pur dichiarando consapevolezza delle difficoltà che possono emergere in una fase commissariale, richiama il principio di priorità delle esigenze della cittadinanza e ribadisce la richiesta di una revisione dell’attuale assetto orario, a partire dalla riapertura del sabato mattina.

«Chiediamo un gesto di buon senso e attenzione verso i cittadini: riaprire il sabato, anche con orario ridotto, restituirebbe un servizio essenziale e restituirebbe concretezza al rapporto tra Comune e persone. Le istituzioni devono essere presenti e raggiungibili, soprattutto nelle cose semplici che incidono sulla vita di tutti i giorni», conclude.