REMS CECCANO - CRITICITA' STRUTTURALI, IGIENICO SANITARIE E DI SICUREZZA
- Tommaso Villa
In vista della prossima e imminente apertura della nuova REMS di Ceccano, la Federazione Ugl Salute si vede costretta a intervenire nuovamente con la massima urgenza. È doveroso premettere che, come già evidenziato in precedenti note formali inviate alla ASL — le quali sono rimaste a tutt'oggi prive di riscontro o di risposte concrete —, questo sindacato ha più volte cercato il confronto sulla sicurezza dei presidi territoriali, scontrandosi però con un totale silenzio.
Questa assenza di risposte istituzionali pesa ancora di più alla luce delle notizie che continuano ad arrivare sullo stato attuale della struttura di Ceccano. Da quanto ci viene segnalato, infatti, la REMS sembrerebbe presentare un quadro allarmante di criticità, che fa sorgere seri dubbi sul rispetto dei requisiti minimi e sulla tutela dell'incolumità di chi ci lavora e di chi vi sarà ricoverato.
Entrando nel merito, la struttura evidenzierebbe fin da subito una criticità gravissima legata alla presenza del medico psichiatra. I requisiti organizzativi di accreditamento prevedono esplicitamente la copertura di tale figura dal lunedì al venerdì e il sabato mattina, nella fascia oraria dalle 08:00 alle 20:00, oltre a un medico reperibile per la copertura notturna. Tuttavia, tale standard verrebbe totalmente disatteso: le unità a disposizione sarebbero appena tre e per di più con contratto a partita IVA, una condizione che renderebbe numericamente e giuridicamente impossibile garantire sia la copertura della fascia oraria stabilita dai protocolli sia la reperibilità notturna. Si tratta di una carenza di inaudita gravità, poiché in una struttura psichiatrica di questa tipologia l'assenza costante e strutturata del medico non è un semplice problema organizzativo, ma un fattore che fa saltare alla radice la sicurezza e l'accreditamento stesso, rendendo impossibile gestire i pazienti a prescindere dal numero dei ricoveri.
Sul piano igienico-sanitario e strutturale, la situazione non sarebbe migliore.
• Nelle stanze mediche e nell'infermeria del piano terra sarebbero stati installati lavabi portatili a doppia tanica; una soluzione che, a quanto ci risulta, sembrerebbe messa lì solo per superare formalmente i controlli dell'accreditamento, rischiando però di diventare presto un ricettacolo insalubre.
• A questo si aggiunge la totale mancanza di una reale sicurezza passiva: le finestre, dal piano terra fino alle aree comuni e agli studi, sarebbero sprovviste di grate o protezioni anti-intrusione e anti-fuga.
• Nei bagni delle stanze di degenza, inoltre, i rivestimenti risulterebbero fatti con mattonelle facilmente sfilabili, che potrebbero diventare pericolose armi per atti di autolesionismo o aggressione.
Anche i sistemi di allarme e il controllo dei varchi lascerebbero molto a desiderare.
• La struttura sembrerebbe priva di barriere tecnologiche e di allarmi adeguati, lasciando gli accessi scoperti.
• A ciò si aggiungerebbe la totale assenza di una pulsantiera d'emergenza collegata direttamente con le Forze dell'Ordine, fondamentale in caso di episodi violenti.
• A peggiorare la situazione per gli operatori c'è la totale mancanza di una chiave master (passe-partout): il personale quindi, si troverebbe a gestire circa 40 chiavi diverse, frenando di fatto qualsiasi intervento rapido in caso di emergenze come incendi, blackout o aggressioni.
Altre criticità sembrerebbero riguardare i percorsi interni ed esterni.
• All'interno, la cucina comune risulterebbe senza videosorveglianza e senza un muro divisorio, mentre i pazienti passerebbero davanti a un ascensore senza chiave e a scale aperte, potendo girare liberamente negli altri piani.
• All'esterno, il passaggio obbligato dei degenti verso il verde costeggia un ballatoio alto 2-3 metri senza parapetti o protezioni, con il rischio concreto di cadute.
• Anche la recinzione e le reti perimetrali sembrerebbero insufficienti a evitare fughe, a cui si sommano falle strutturali, infiltrazioni d'acqua dovute alla pioggia che avrebbero costretto a riprendere i lavori edili.
Alla luce di quanto rappresentato, si delinea una situazione di pericolo conclamato per la sicurezza pubblica, il benessere psicofisico dei pazienti, la salute e sicurezza dei lavoratori. Situazione, aggravata dal colpevole silenzio dell'ASL di fronte alle nostre passate segnalazioni, dimostrando che la struttura non possiede i requisiti minimi di sicurezza e di legge, mettendo ogni singolo giorno a rischio l'incolumità fisica di operatori e pazienti.
Ugl Salute - Segretario prov.le Rosa Roccatani
Dirigente sindacale Matteo Pelle