CASSINO - APPROVATO IL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE

  • Tommaso Villa

Accingendoci a delle riflessioni sul consiglio comunale ultimo, la prima cosa che sopravanza rispetto alle pur tante decisioni approvate in sala “Di Biasio”, è il dover rilevare essersi trattato (finalmente!) di una riunione civile. Nel senso cioè che, al di là degli inevitabili momenti polemici, si è dimostrato che questa città è rappresentata da persone civili quando si vuol essere tali. Invero, una piacevole conferma, non una semplice sorpresa.

Ciò premesso (e non è cosa di alcun conto), veniamo alla sostanza delle cose per dire subito che comprendiamo il capogruppo Sebastianelli nella pomposa lettura di un chilometrico probabile ricorso approntato di gran punto (Evangelista questa volta ha solo aggiunto la sua firma, per il resto, sorprendentemente, è stato in religioso silenzio) e comprendiamo pure qualche altro aggrappato anch’egli a questioni formali annunciando, in sostanza, di adire organismi sovraordinati.

Comprendiamo pure senza difficoltà la “strategia”, se non altro perché è stato anche un nostro “peccato di gioventù” commesso in anni assai lontani (ahinoi!), in quella stessa aula dai banchi di una minoranza in opposizione costante alla “balena democristiana”, imperante allora, da par suo, con maggioranza assoluta. Ma il nostro fine – lo sapevamo bene – era solo quello di “far rumore”. Al pari di una bomba di carta lanciata lì ma che avrebbe spaventato solo qualche povero cagnolino. Gli smaliziati avversari, irriverenti, adusi a ben altro, ci sorridevano con malcelata ostentazione. Qualcuno, peraltro, senza preoccuparsi di mostrare in maniera disinvolta una malandata dentiera.

Con il tempo abbiamo imparato che quando l’attenzione viene catturata dalla procedura anziché dalla sostanza e ci si rivolge altrove, derogando, quindi sminuendo il proprio ruolo e la propria funzione, non è mai cosa buona anche se, talvolta, giusta.

Il Consiglio comunale, senza farsi risucchiare in cavilli formali e procedurali, ha comunque affrontato il delicato tema dei debiti fuori bilancio. E’ stato ribadito quanto sia fondamentale procedere all’approvazione di tali atti non solo per rimanere in linea con la legge, ma soprattutto per preservare la salute finanziaria del Comune ed evitare ripercussioni economiche ben più pesanti in futuro.

Ovviamente ampio spazio è stato responsabilmente dedicato all’analisi del Documento Unico di programmazione (DUP). E’ stato oggetto di contestazione – si pensi un po’! - a causa di un mero errore formale nel triennio (riportante “2026/28” anziché “2027/29”) e per presunti ritardi rispetto alle date previste. Tuttavia, il dibattito, al di là di tutto, ha richiamato l’attenzione sulla vera essenza del documento: il DUP non è soltanto una formalità contabile, ma lo strumento strategico attraverso cui si delineano le priorità politiche, le risorse disponibili, gli obiettivi di bilancio e di programmazione cittadina. In quest’ottica, per una città come Cassino, candidata a Capitale della Cultura 2029, la programmazione deve orientarsi con decisione verso traguardi di riqualificazione urbana e di miglioramento dei servizi per una città sempre più moderna e funzionale

Tutto ciò nella consapevolezza che la sfida per Cassino impone a tutte le forze in campo di superare le schermaglie burocratiche per concentrarsi sulla programmazione e sul reale governo della città, mettendo al centro la concretezza amministrativa e il bene della comunità.

Mario Costa