ISOLA LIRI - LE RAGIONI DEL SI

  • Tommaso Villa

Il Circolo di Fratelli d’Italia di Isola Liri questa mattina è stato in piazza Boncompagni per informare la cittadinanza e spiegare i motivi del Sì a questa riforma costituzionale.

Ben volentieri ospitiamo il parere del Presidente del circolo Luca Fiorletta.

Confrontandomi con più persone, nella mattinata di oggi, ho avuto modo di ascoltare dubbi, perplessità e anche alcune ricostruzioni che rischiano di alterare il senso autentico della riforma della giustizia.

Proprio da quel confronto ho maturato una convinzione ancora più forte: il referendum sulla riforma non può e non deve trasformarsi semplicisticamente in un voto confermativo o contrario al Governo. Sarebbe un grave errore politico e culturale.

Gli istituti di democrazia diretta hanno una funzione precisa: consentire ai cittadini di esprimersi su un singolo provvedimento, nel merito, senza sovrastrutture ideologiche o logiche di schieramento, garantendo la massima libertà di coscienza e richiedendo maturità politica e sociale. Tentare di ridurre il referendum a un giudizio complessivo sull’operato dell’esecutivo significherebbe svuotarne il significato costituzionale: le forze che in questo momento stanno cercando di fare questa operazione ideologica per condizionare i loro elettori o non hanno capito in cosa consista la democrazia diretta o sono in malafede o entrambe.

La separazione delle carriere, oggi al centro del dibattito, non è un’invenzione di parte: è un tema che la stessa sinistra, in passato, ha più volte sostenuto come strumento di maggiore equilibrio e garanzia nel processo ed i fatti raccontati dall’ormai ex magistrato Luca Palamara sembravano confermare per tutti la necessità di intervento su questo campo. Oggi si tratta semplicemente di avere il coraggio di chiudere un percorso di riforma coerente.

Votare “Sì” significa compiere un atto di responsabilità istituzionale. Significa completare una serie di interventi già realizzati sul processo penale per rafforzare concretamente il principio di parità delle armi tra accusa e difesa, principio cardine di ogni ordinamento liberale e democratico.

L’istituzione di un’Alta Corte rappresenta inoltre un passaggio decisivo: garantisce maggiore indipendenza, rafforza la legittimazione democratica e contribuisce a scardinare meccanismi correntizi che negli anni hanno indebolito la credibilità della magistratura.

Una magistratura davvero autonoma non è quella chiusa in dinamiche interne autoreferenziali, ma quella posta nelle condizioni di essere sé stessa fino in fondo: libera, indipendente e capace di esercitare il proprio ruolo senza condizionamenti, nei confronti di tutti.

Per questo ritengo che sostenere la riforma non sia una scelta di appartenenza, ma una scelta di sistema. Una scelta nell’interesse dell’equilibrio tra i poteri e della qualità della nostra democrazia. Per questo come Circolo, rispondendo all’appello del nostro Presidente provinciale, On. Massimo Ruspandini, abbiamo deciso di metterci a disposizione per spiegare cosa ci spinge a votare convintamente Sì!