INCENDIO SAN GIORGIO - RIVEDERE IL SISTEMA RIFIUTI

  • Tommaso Villa

Il devastante incendio alla Remat, a più di 15 giorni dal disastro, pone interrogativi sempre più preoccupanti. In attesa dei risultati delle indagini Arpa, in attesa degli sviluppi sulle indagini condotte dalla Procura, si assiste ad uno stillicidio di iniziative in ordine sparso sintomatiche del clima di apprensione e caos che si respira.

Il deflagrante incendio ha messo a nudo tutte le criticità del caso: appare evidente che la tematica ambientale sia stata, ab origine, ampiamente sottovalutata e che l’evento calamitoso e/o doloso ha colto tutti impreparati. Eppure la Remat era stata già vittima di un altro evento incendiario che avrebbe dovuto generare maggiore attenzione nella verifica dei parametri gestionali dell’azienda da parte delle autorità preposte, ma la recidività fa presupporre che siano state effettuate palesi sottovalutazioni inopportune.

Negligenza? Superficialità? Lo stabiliranno gli inquirenti. Oggi la domanda ricorrente è se l’incendio si poteva prevenire, oppure contenere e spegnere con più celerità. La risposta certa è legata a quanto appurerà la magistratura. Se doloso, tutto sarebbe stato inutile. Se scoppiato per negligenza emergerebbero i limiti in termine di prevenzione e di tutela ambientale e sanitaria.

San Giorgio a Liri rientra nel perimetro di competenza del Consorzio Industriale del Lazio, l'ente unico regionale che gestisce le aree e le infrastrutture per lo sviluppo produttivo. Da normativa, il Consorzio Industriale del Lazio applica le norme sulla sicurezza antincendio attraverso i propri piani di gestione delle emergenze, coordinandosi con le direttive della Regione Lazio per la prevenzione e la lotta attiva contro gli incendi nelle aree produttive e nei territori limitrofi. Il Consorzio dovrebbe predisporre l’adeguamento dei piani di insediamento produttivo con requisiti di resistenza al fuoco (es. standard REI) e reti idriche antincendio perimetrali nei nuovi moduli industriali.

Il Consorzio dovrebbe predisporre l’osservanza del Piano A.I.B. (Antincendio Boschivo) della Protezione Civile Regionale per le zone di interfaccia tra aree verdi e poli industriali. A San Giorgio a Liri, alla Remat, nell’area produttiva della zona Petrose quale è lo stato delle cose? C’è un dicitur ricorrente che collega la defenestrazione dell’ultimo sindaco alla “storia” della Remat, azienda della quale, oggi, si chiede il commissariamento e la chiusura dello stabilimento.

Chiusura che rappresenterebbe il fallimento di un progetto che ha una chiara matrice politica e che oggi manifesta gravi falle programmatiche e gestionali tanto che la filiera dei rifiuti in provincia di Frosinone è al collasso. E’evidente che Saf, derivate e partecipate, Mad, termovalorizzatore di San Vittore non rappresentano la quadratura del cerchio, anzi, in ictu oculi, manifestano criticità strutturali preoccupanti. Il sistema della trattazione dei rifiuti, prima che un altro incendio generi un altro disastro ambientale, va rivisto immediatamente.

Lo si faccia compatibilmente alle caratteristiche geomorfologiche di questo territorio, agli insediamenti industriali, alla localizzazione demografica e alle esigenze di questa zona del Lazio. Si deve progettare un percorso di autonomia gestionale non invasivo e con ricadute limitate, per questo c’è la necessità di una moratoria dello stoccaggio e lavorazione dei rifiuti pericolosi per individuare, con un tavolo di concertazione, stato regione, gli ambiti territoriali da coinvolgere nella determinazione delle aree locali ove far insister attività di trattazione rifiuti non riciclabili.

Serve un memorandum tecnico che delinei in modo inequivocabile la filiera e i costi ambientali a cui si va incontro. Parimenti, è necessario rivedere subito la legge 68 del 2015, inasprire le pene e le sanzioni per l'inquinamento ambientale con reclusione senza patteggiamento a 20 anni, il disastro ambientale 40 anni e l'omessa bonifica 10 anni di reclusione e in tutti casi la privazione dello stato di cittadino italiano per mandanti ed esecutori ed alienazione patrimoniale.

Invito i parlamentari, i consiglieri regionali eletti ad attivarsi affinchè si passi dalle parole ai fatti, serve concertazione e mobilitazione immediata.

Lorenzo Fiorini - Psi