ALATRI - L'OSPEDALE DI COMUNITA' E' REALTA'

  • Tommaso Villa

Il sindaco di Alatri Maurizio Cianfrocca, ha annunciato qualche giorno fa di aver ricevuto dal Direttore generale della Asl Arturo Cavaliere la notizia che domani, 15 luglio alle ore 17, alla presenza del Governatore del Lazio Francesco Rocca, sarà inaugurato il nuovo Ospedale di comunità. Altresì sarà a disposizione del San Benedetto una nuova macchina per la risonanza.

"Un appuntamento - ha chiosato il sindaco - che offrirà altri servizi sanitari". Un altra novità per il San Benedetto. Certamente la storia dell'ospedale di Alatri è stata costellata di innumerevoli cambiamenti, decisioni, classificazioni, promozioni, ridimensionamenti... Dal vecchio ospedale nei pressi di Porta San Francesco e poi a Piazza Regina Margherita alla nuova struttura di quello attuale di via Madonna della Sanità dicevamo sono cambiate tante cose.

Innanzitutto il nuovo ospedale sarebbe dovuto sorgere nei pressi del Cosciano, ma poi a quanto pare non se ne fece nulla. Ci furono i tempi in cui il San Benedetto fu classificato come infermeria e intorno al 1965 fu elevato ad ospedale di terza categoria. Vogliamo raccontarvi alcuni fatti avvenuti proprio nel 1965 quando a gestire il San Benedetto c'era un Consiglio di amministrazione nominato dall' Amministrazione comunale.

Due medici, il dottor Giuseppe Desiato e il dottor Angelo Strambi rassegnarono le dimissioni, dopo aver lavorato per una decina di anni al vecchio nosocomio del centro cittadino, e peraltro come ricorda il cronista Franco Mastracco: dopo aver fatto rinunce e sacrifici percependo compensi ridicoli. Sarebbe stato necessario indire un concorso per l'assegnazione di un direttore sanitario, un primario e due aiuti per i reparti di Medicina e Chirurgia, e un anestesista. Ricordiamo che la struttura sanitaria era indietro di decenni per quanto riguarda le attrezzature. Dopo le dimissioni dei due medici si aggiunse anche quella dell'infermiera Lidia Jacobelli.

Si paventava però che i due professionisti si sarebbero dimessi perché in procinto di aprire una casa di cura, mentre l'amministrazione dell'ospedale era in procinto di acquistare alcune azioni della ex casa di cura San Francesco. Ne seguì anche un' interrogazione consiliare del rappresentante del gruppo degli indipendenti geometra D' Orazio che chiedeva conto sull'opportunità del dirigente di un'infermeria potesse promuovere a direttore sanitario e primario chirurgo del personale senza concorso. Comunque il consiglio d'amministrazione respinse le dimissioni dei due medici e dell'infermiera, mentre il medico provinciale dottor Carola comunicò che si sarebbero dovuti bandire i concorsi per i medici e gli assistenti. Quello che avvenne dopo non ci è dato sapere, ma sicuramente qualche vecchio dipendente potrà delucidarci in merito. Fatto sta che il vecchio San Benedetto ubicato nel centro città ivi rimase fino a quando... La storia la conosciamo tutti. Se ne parlava da tanti anni che il nosocomio era ormai vetusto e piccolo.

Come nacque l'idea di costruire un nuovo e funzionale ospedale ce lo ha ricordato un ex dipendente Giulio Rossi che ha lavorato in entrambe le strutture. Il padre di Giulio, l'assessore democristiano Aurelio Rossi detto Mario accompagnò il sindaco Francesco Priorini a Roma, in udienza da Franco Evangelisti che aveva chiamato gli amministratori amici per far richiedere fondi per i propri comuni. Durante il viaggio Francesco Priorini chiese ad Aurelio Rossi: che gli chiediamo a Franco, una struttura sportiva o un ospedale? La risposta fu ovvia. Franco Evangelisti si appuntò su un blocco notes "Alatri- Nuovo ospedale". Priorini lo chiese e lo ottenne anche se passò qualche anno dalla costruzione. Qualche anno dopo anche il sindaco Cianfrocca, quella volta era Italo, scomparso da poco tempo puntò i piedi perché c'era qualcuno che remava contro. Ma fu Priorini con un blitz a predisporre il trasloco: Con le ambulanze ed i mezzi privati dei dipendenti.

Bruno Gatta