FERENTINO - OMAGGIO A VINCENZO LUDOVICI
- Tommaso Villa
La Città di Ferentino rende omaggio a Vincenzo Ludovici con una mostra che verrà presentata il prossimo 11 settembre alle ore 17 Teatro dell'evento culturale il Museo archeologico della città gigliata. Colori sospesi nel cielo è promossa dal Comune con la collaborazione della Pro Loco e la NewArt2000 eventi e comunicazione.
La rassegna che vede come direttore artistico e curatore Luigi Fiorletta e come curatori scientifici Sergio Gaddi e Carlo Pizzichini raccoglie oltre 30 opere tra dipinti, opere su carta e mosaici del percorso creativo di Vincenzo Ludovici.
Vincenzo Ludovici ha sempre avuto un solido legame con la sua Ferentino, ha altresì ritenuto sano, necessario staccarsene per motivi di lavoro, per poi ritornare. Questo duplice movimento ha caratterizzato tutte le tappe della sua carriera sia da docente che di artista, essendone addirittura il catalizzatore ed il motore.
Certamente di Lui si continuerà a parlare per le sue tante opere: sculture, dipinti, disegni, vetrate e mosaici. Tecniche con le quali si è confrontato quotidianamente così come sarà impossibile dimenticare il suo magico sorriso.
"Questa serie di lavori che ripercorrono il suo mondo attraverso la pittura intesa come strumento espressivo privilegiato - ha evidenziato Luigi Fiorletta - gli ha permesso di materializzare sulla tela i segni differenti delle esperienze di vita capace di lasciare trapelare ogni sua emotività. Quei segni e quei colori combinati in maniera tanto originale - insiste Fiorletta - sono il simbolo di un approccio alla vita in cui il sogno e la realtà offrono all'uomo l'opportunità per superare le oggettive difficoltà del vivere.Il suo tratto distintivo fatto di frammenti e segni pittorici apparentemente slegati fra di loro, ma sempre spontaneamente poetici per scardinare la visione tradizionale, hanno fatto del linguaggio di Ludovici una sorte di unione facilmente comprensibile - conclude Luigi Fiorletta".
Sergio Gaddi, invece: "Ho conosciuto Ludovici nel 2004 tra le sale di Villa Olmo mentre Como si preparava ad accogliere Mirò e l'anno successivo Picasso. Non era un momento banale perché allestire grandi mostre di quella rilevanza significava misurarsi ogni giorno con la sensibilità e la potenza di questi maestri del NOvecento, e chi ci lavora finisce inevitabilmente per ripensare e leggere con occhi diversi anche la propria pittura. Vincenzo Ludovici - argomenta Gaddi - arrivava a quell'esperienza già maturo, con 20 anni di insegnamento e ricerca alle spalle. Eppure ricordo in lui una curiosità quasi adolescenziale per l'universo alchemico del segno di Mirò e della seduzione di Picasso".
Infine Carlo Pizzichini: "Colori sospesi nel cielo è un titolo come se lo avessi scelto tu, perché hai sempre dipinto la parte più leggera delle cose: quella che il tempo non riesce a consumare. E l'amicizia Caro Vincenzino è una forma d'arte strana:non lascia cataloghi, non conosce cornici, non si espone nei musei eppure è forse l'opera più difficile da realizzare; noi abbiamo avuto la fortuna di costruirne una senza accorgercene".
Appuntamento quindi l'11 settembre alle 17 per toccare con mano e non solo le creazioni di Vincenzo Ludovici, Un'esperienza che purtroppo è limitata nel tempo, fino al 26 settembre.