CIOCIARIA/AMBIENTE - TERRITORIO DEVASTATO DA INCENDI E DISCARICHE ABUSIVE
- Tommaso Villa
L'incendio alla Re.Mat di San Giorgio a Liri è un segnale d'allarme preoccupante. Lo stato dei fatti è drammatico: i risultati delle analisi confermano i sospetti, diossine e pcb fortemente oltre le soglie di tolleranza, non meno i furani. Il fallout, difficilmente individuabile e circoscrivibile, impatterà, negli anni, pesantemente sulla salute della popolazione non solo della Valle dei Santi.
E' un film già visto, penso alla Mecoris di Frosinone, alla Campania Energia di Teano, all'azienda di Torre Lupara di Pastorano, la lista è lunga. Tonnellate e tonnellate di rifiuti stoccati, alla bene e meglio, andati in fumo in un secondo, e quasi sempre nei mesi di luglio e agosto e per di più di sabato e domenica.
Solo casualità? Non è il primo incendio che si verifica alla Re.Mat azienda giovane che veniva presentata, da tanti, come il fiore all'occhiello, pura hi tech, del recupero e smaltimento rifiuti di ultima generazione. Evidentemente non è così. La recidività è un fatto molto grave.
Sia la magistratura a certificare l'accaduto e a far luce sul reale ruolo della Re.mat nell'intricato meccanismo dello smaltimento dei rifiuti in Ciociaria, parimenti sia la politica a fare un sentito mea culpa e mettere fine al velleitario gioco di poltrone e di scatole cinesi che ne macchiano l'onorabilità e la credibilità.
Questo territorio è devestato: incendi, discariche abusive, sversamenti, SIN potenzialmente perenni e cosa fa la politica di cartone? Si inventa la riperematrazione o altre folli sconcezze che dimostrano l'assoluta noncuranza dei disastri che ha contribuito a causare.
Se le infiltrazioni iniziano a dilatarsi con più frequenza anche dalle nostre parti significa che la guardia è stata tenuta bassa e che purtroppo c'è sempre un qualcuno che ha accettato questi compromessi. Il basso Lazio si appresta a diventare la nuova terra dei fuochi, bisogna intervenire subito. E' necessario che chi si macchia di questi reati venga subito individuato con indagini serratissime e assicurato alle patrie galere senza se e senza ma. Questi reati devono essere sanzionati con pene più dure e aspre: nessuno sconto.
Subito una proposta di legge per sanzionare con pene detentive, anche a vita, chi li compie con, inoltre, l'alienazione patrimoniale per rifondere i danni compiuti e la cancellazione dello stato di cittadino italiano. Chi avvelena un territorio avvelena il futuro delle nuove generazioni e non può essere considerato cittadino italiano. Alle nuove generazioni non riusciamo a dare alcun insegnamento tangibile di rispetto per l'ambiente e di tutela dei valori civili che hanno contraddistinto l'evoluzione sociale della nostra nazione.
Oggi purtroppo si percepisce una stagnante e malcelata indifferenza se non una tollerante rassegnazione, clichè che vanno cancellati. Non basta indignarsi, serve agire e bisogna invertire la rotta. La lotta al crimine ambientale, mi auguro non sia il caso della Re.Mat, è un impegno inderogabile e sarà terreno di scontro politico, per noi socialisti la tutela del nostro ambiente non può essere barattata ne ora ne mai.
Lorenzo Fiorini - PSI