DISCARICA DI ROCCASECCA - ALLA CIOCIARIA LA RIAPERTURA NON SERVE
- Tommaso Villa
"Sapere se il Ministro dell'ambiente intenda acquisire dalla Regione Lazio e dagli altri enti competenti gli elementi istruttori aggiornati relativi all’effettivo fabbisogno di smaltimento della discarica di Cerreto, verificandone la coerenza con i principi di autosufficienza e prossimità e con i fabbisogni impiantistici assumendo, all’esito di tale verifica, le iniziative di competenza".
E' quanto ha chiesto l'onorevole Ilaria Fontana (M5S) al Ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica con una circostanziata interrogazione sulla discarica di Cerreto a Roccasecca.
Nella premessa la Fontana ha evidenziato che la discarica per rifiuti non pericolosi sita in località Cerreto, nel comune di Roccasecca, è interessata dalla prevista realizzazione del V bacino, per una volumetria utile pari a circa 450.000 metri cubi, ricompreso nella proposta di Piano regionale di gestione dei rifiuti 2026-2031 della Regione Lazio, adottata con deliberazione della Giunta regionale numero 234 del 22 aprile 2026;
nell’ambito dell’originaria istruttoria ambientale, la Regione Lazio aveva ridotto la volumetria richiesta dal gestore a 450.000 metri cubi richiamando, tra gli elementi posti a fondamento della decisione, il fabbisogno di smaltimento della provincia di Frosinone, allora stimato in circa 30.000 tonnellate annue e 180.000 tonnellate complessive, nonché l’esigenza di garantire lo smaltimento dei rifiuti prodotti dalla SAF S.p.A.;
tale quadro risulta oggi significativamente mutato: secondo i dati ufficiali SAF S.p.A. relativi al 2025, su circa 75.189 tonnellate di rifiuto indifferenziato e rifiuti speciali non pericolosi considerati nella relativa tabella di destinazione, circa 70.996 tonnellate sono state avviate a recupero e nessun quantitativo risulta avviato a discarica; con determinazione numero G12011 del 4 settembre 2026 la Regione Lazio ha inoltre disposto la voltura dell’Autorizzazione integrata ambientale dell’impianto dalla MAD S.r.l. alla Newco Roccasecca S.r.l.;
in data 29 settembre 2026 organi di stampa hanno riportato una rinnovata e trasversale contrarietà alla riapertura della discarica da parte di rappresentanti politici e amministratori del territorio, unitamente alla richiesta rivolta alla Regione Lazio di procedere a una rigorosa valutazione dell’ effettivo fabbisogno, delle alternative disponibili e degli impatti ambientali e territoriali delle diverse soluzioni; l’articolo 182-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006 stabilisce i principi di autosufficienza e prossimità nella gestione dei rifiuti, mentre l’articolo 199 del medesimo decreto attribuisce alla pianificazione regionale il compito di individuare le necessità e i fabbisogni impiantistici del sistema di gestione dei rifiuti; l’articolo 206-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006, rubricato «Vigilanza e controllo in materia di gestione dei rifiuti», attribuisce al Ministero specifiche funzioni volte a garantire l’attuazione delle disposizioni della Parte quarta del decreto, con particolare riferimento all’efficacia, all’efficienza e all’ economicità della gestione dei rifiuti, nonché alla tutela della salute pubblica e dell’ambiente, stabilendo, al comma 1, lettera a), che il Ministero «vigila sulla gestione dei rifiuti», anche tramite audit nei confronti dei relativi sistemi di gestione.
Più semplicemente: la Ciociaria non può e non vuole diventare l'immondezzaio di Roma.