EDITORIALE - IL PACTUM SCELERIS TRA CORRUTTORI E CORROTTI
- Tommaso Villa
Corruttori e corrotti. Tra gli uni e gli altri c’è grande affinità, sintonia. Il delitto è disciplinato dall’articolo 318 del Codice Penale che prevede: “Il pubblico ufficiale, che, per l'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità, o ne accetta la promessa….”
Per la suprema Corte di Cassazione: “La corruzione presuppone l'esistenza di un pactum sceleris, ossia di un accordo illecito tra le parti …”. Nella sostanza delle cose non ci può essere il corruttore se non c’è il corrotto. Quest’ultimo, sul piano giuridico, finisce per essere più rilevante del corruttore affinché la fattispecie si configuri.
Sul piano politico e amministrativo la corruzione è una vera e propria piaga. Vi suggeriamo la lettura di “Politica e corruzione”. La corruzione politica è considerata uno dei principali ostacoli alla crescita economica e civile del nostro paese. Il fenomeno è ancora più preoccupante nel Mezzogiorno, dove si combina con l’influenza della criminalità organizzata, con la mafia.
Siamo arrivati ad una vicenda scottante, che puzza. Chi sa parli.