CASSINO - UNO SPETTACOLO DESOLANTE

  • Tommaso Villa

C’era una volta la politica locale come servizio alla comunità, il luogo in cui maggioranza e opposizione, pur partendo da visioni diverse, si confrontavano per il bene comune. Ieri, varcando la soglia dell’aula consiliare, la sensazione è stata ben diversa: sembrava di assistere a un reality show di bassa lega o, peggio, a un ring dove l’unico obiettivo era colpire l’avversario, non importa quanto fosse futile il motivo.

Uno spettacolo desolante, teso ad allontanare sempre di più i cittadini dalle istituzioni. La seduta di ieri è stata l’ennesima dimostrazione da una parte dell’opposizione, quella guidata dai consiglieri Sebastianelli ed Evangelista, di una deriva che sembra ormai inarrestabile. Ore e ore di discussione, non sui problemi reali che affliggono i cittadini ma su questioni poste attraverso interrogazioni e mozioni, presentate al solo fine di guadagnare un briciolo di visibilità sui social e sulla stampa.

La tensione si respirava già dai primi minuti. Consiglieri, ormai noti per il loro ruolo di "provocatori di professione", hanno dato il via alla consueta bagarre: voce alta, insulti, accuse personali che nulla hanno a che fare con l’amministrazione della città.

Il dibattito si è impantanato per ore su interrogazioni che non hanno né capo, né coda, addirittura su una interrogazione “delibera della giunta comunale a transigere sul compenso di un professionista” cui era stato affidato nel maggio 2008 dall’allora sindaco Bruno Vincenzo Scittarelli l’incarico di difendere il Comune avverso i ricorsi, seguiti dall’associazione “Le Contrade” presentati da numerosi cittadini sull’aumento della Tarsu.

È proprio paradossale che l’interrogazione sia stata presentata da chi conosceva bene quella situazione essendo a quei tempi gli attuali consiglieri Evangelista e Sebastianelli, al tempo rispettivamente consigliere comunale e assessore.

Questo a dimostrazione che l’aula del consiglio comunale è stata scambiata per un teatro, la sensazione è che costoro abbiano confuso lo scranno istituzionale per un palcoscenico personale. Creare il caos, alzare la voce, questa la strategia per guadagnare il "titolo" sul giornale dell'indomani o il video virale su Facebook, convinti che il consenso si misuri in base ai like che si riescono a raggiungere.

Questo modo di fare politica non è solo inutile, è dannoso; alimenta l’astensionismo, allontana i giovani e distrugge la credibilità delle istituzioni locali. Chi siede in Consiglio Comunale dovrebbe ricordare che rappresenta la città, non il proprio ego o le proprie antipatie personali. La cittadinanza è stanca della bagarre permanente, chiede, e merita, una politica che parli dei problemi reali, che sappia accapigliarsi, sì, ma sulla visione strategica della città, sulle risorse da investire, sul futuro dei nostri figli. Continuare a litigare sul nulla, mentre la città aspetta, non è solo un esercizio di stile sterile: è un insulto agli elettori. La speranza è che alla prossima seduta prevalga il buon senso perché ormai siamo tutti stanchi di assistere ad una commedia che non fa più ridere nessuno”.

Mercedes Galasso Consigliere comunale