IL CASO - LA SAF, LA REGIONE E I RIFIUTI

  • Tommaso Villa

Quando si leggono i titoli di questi giorni, si ha l'impressione di assistere all'ennesimo scontro burocratico tra enti pubblici. Un ricorso, una diffida, una delibera contestata. Roba da tecnici, verrebbe da pensare.

In realtà ciò che sta accadendo tra SAF e Regione Lazio è molto più importante. Perché dietro le carte bollate si sta giocando una partita che potrebbe ridefinire il ruolo della provincia di Frosinone nel sistema dei rifiuti regionale per i prossimi decenni.

E forse è proprio questo il punto che sta sfuggendo al dibattito pubblico. Per anni il sistema dei rifiuti del Lazio è stato costruito attorno a una logica relativamente semplice: ogni provincia cercava di gestire il più possibile i propri rifiuti. Un modello non perfetto, ma che consentiva ai territori di mantenere un certo controllo sul proprio destino.

Oggi quella logica sta cambiando. La Regione Lazio ha avviato una profonda riorganizzazione del settore attraverso il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti. L'obiettivo dichiarato è quello di aumentare l'efficienza del sistema e garantire l'autosufficienza dell'intera regione. Una scelta legittima e, sotto molti aspetti, anche condivisibile.

Ma ogni cambiamento produce vincitori e perdenti. Ed è qui che nasce lo scontro. La SAF, società partecipata dai Comuni della provincia di Frosinone e proprietaria dell'impianto di Colfelice, rappresenta da anni il cuore del sistema provinciale di trattamento dei rifiuti. Tuttavia, negli ultimi mesi sono emersi elementi che hanno alimentato preoccupazioni e interrogativi.

Da una parte si registra una riduzione delle quantità che possono trovare sbocco verso il termovalorizzatore di San Vittore del Lazio, uno degli impianti strategici dell'intero Centro Italia. Dall'altra, aumentano i flussi provenienti dalla provincia di Latina.

È un semplice riequilibrio tecnico oppure il segnale di una nuova strategia regionale? La domanda è tutt'altro che secondaria. Perché nel frattempo il quadro impiantistico della provincia continua ad arricchirsi.

**- A Colfelice opera la SAF.

  • A Roccasecca è presente una delle principali discariche del Lazio.
  • A San Vittore del Lazio è attivo uno dei maggiori termovalorizzatori italiani.
  • Ad Anagni è previsto il biodigestore per la produzione di biometano e compost.
  • A Sora prende forma il progetto "Sora Circolare 2.6", finanziato con circa cinque milioni di euro, destinato al recupero dei rifiuti urbani residui attraverso tecnologie innovative**.

Presi singolarmente, questi progetti possono avere una loro logica. Osservati nel loro insieme, raccontano però una storia diversa. Raccontano di una provincia che sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella gestione dei rifiuti.

Ed è proprio qui che si colloca il vero significato dello scontro tra SAF e Regione. Perché non si discute soltanto di autorizzazioni, di conferimenti o di procedure amministrative. Si discute di chi avrà il controllo delle scelte future.

La SAF rivendica il ruolo dei Comuni che hanno costruito e sostenuto l'impianto di Colfelice. La Regione rivendica il diritto di pianificare il sistema nell'interesse dell'intero Lazio. Entrambe le posizioni hanno una loro legittimità.

Ma i cittadini hanno il diritto di conoscere con chiarezza quale modello si sta costruendo. La provincia di Frosinone sta diventando autosufficiente nella gestione dei propri rifiuti? Oppure sta diventando l'infrastruttura strategica attraverso la quale una parte sempre più importante dei rifiuti del Lazio verrà trattata, valorizzata o smaltita?

Sono due scenari profondamente diversi.

  • Nel primo caso si parla di autonomia territoriale.
  • Nel secondo caso si parla di una funzione regionale che comporta responsabilità, impatti ambientali e conseguenze economiche molto più ampie. ** Ed è proprio per questo che servono trasparenza e numeri.
  • Quanti rifiuti arriveranno da altre province?
  • Quali quantità verranno trattate nei nuovi impianti?
  • Quali benefici economici ricadranno sui territori che ospitano queste infrastrutture?
  • Quali garanzie ambientali verranno offerte ai cittadini?**

Sono domande che meritano risposte prima che le decisioni vengano definitivamente assunte. Perché la vera questione non è stabilire chi vincerà il braccio di ferro tra SAF e Regione. La vera questione è capire quale ruolo la provincia di Frosinone sarà chiamata a svolgere nel nuovo sistema dei rifiuti del Lazio. E questa è una scelta che riguarda tutti.

E non si tratta dei soliti bruscolini ma di far diventare la Ciociaria il... Distretto dei rifiuiti.