AMBIENTE - IL FIUME SACCO SUL TAVOLO DEL MINISTRO

  • Tommaso Villa

Lo scorso 7 aprile in un lungo tratto del fiume Sacco che attraversa il Comune di Anagni (Frosinone) si è registrata la presenza di liquami dal colore verde scuro e dall’odore nauseabondo, poi defluiti lungo il corso naturale del fiume, interessando diversi comuni della provincia di Frosinone, come Supino, Morolo, Patrica e Ceccano; nei giorni successivi nuovi analoghi episodi sono stati registrati nel territorio di Castro dei Volsci, tra Sgurgola e Falvaterra, lambendo il territorio di Ceccano.

Naturalmente la comparsa di dense chiazze di schiuma bianca e una preoccupante moria di pesci hanno fatto scattare immediatamente l’allarme tra residenti e istituzioni locali: chiediamo al ministero dell’Ambiente Pichetto Fratin di intervenire, e di chiarire perché la Regione non ha portato a termine la bonifica del Bacino del Fiume Sacco, area che dal 2005 è in uno stato di emergenza socioeconomico e ambientale (D.P.C.M. 19 maggio 2005), e quali siano le responsabilità di questi ritardi inaccettabili”.

Lo affermano i deputati di AVS Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, e Filiberto Zaratti, i quali, su sollecitazione del circolo di Europa Verde di Ceccano e di Sinistra Italiana, hanno presentato una interrogazione al ministro dell’Ambiente sulla “gravissima situazione della Valle del Sacco già in passato colpita da sversamenti industriali di natura dolosa.

Nei primi anni Duemila l’Asl RM/E accertò che almeno cinquecento cittadini residenti a ridosso del fiume avevano nel sangue livelli di beta esaclorocicloesano di molto superiori alla media e rilevò un aumento del tasso di tumori nei lavoratori dell’area industriale di Colleferro, esposti a sostanze tossiche, prodotti chimici e amianto; poi, dopo il ritrovamento di 25 mucche morte lungo il fiume, nei pressi di Anagni, e le concentrazioni di beta-esaclorocicloesanosuperiori al livello limite di 0.003 mg/kg consentito dalla normativa comunitaria, venne dichiarato nel 2005 lo stato di emergenza, mentre lo scorso anno (determinazione della Direzione ambiente Regione Lazio n. G17588 del 22 dicembre 2025) è stato approvato l’atto integrativo dell’accordo di programma per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica del Sito di Interesse Nazionale Bacino del Fiume Sacco, già sottoscritto in data 12 marzo 2019 e integrato nel 2021.

Tuttavia, in 21 anni è stato bonificato appena lo 0,2% di un’area complessiva di 7.235 ettari tra terra e falda, mentre solo il 9,8%, pari a 711 ettari, è stato sottoposto alle indagini necessarie per definire natura e diffusione dell’inquinamento e progettare gli interventi. Ora chiediamo al ministro Pichetto di rendere pubblica la relazione semestrale sullo stato di attuazione degli interventi e di coordinare, tramite il Comitato di indirizzo e controllo presieduto dal Ministero dell’ambiente, la conclusione degli interventi di bonifica, a tutela dell’ambiente e della popolazione dei Comuni della Valle del Sacco”.