CASSINO - LA CITTA' DELLE BOTTEGHE STORICHE
- Tommaso Villa
Botteghe storiche, si entra nel vivo: chiuso lo step istruttorio nelle scorse settimane, inizia la fase operativa del progetto di valorizzazione e rilancio delle attività di lungo corso, fortemente voluto e promosso dal sindaco Enzo Salera e dall’assessore al Commercio Giuseppe Capizzi.
La Regione Lazio, infatti, ha approvato in via definitiva l’inserimento, nell’elenco delle botteghe storiche, di 19 esercizi commerciali della Città Martire, al termine di un laborioso percorso avviato nel 2025 dal Comune di Cassino con un censimento ad hoc. Un’ opportunità importante per le ditte ammesse, che potranno ora partecipare a bandi appositi, per l’accesso a finanziamenti - anche a fondo perduto - da impiegare per il sostegno e la promozione delle attività.
“Guardando ai 19 esercenti cassinati inseriti nell’elenco delle botteghe storiche laziali – ha commentato l’assessore Capizzi – va evidenziato, innanzitutto, che appartengono a settori molto diversi tra loro, a testimonianza della ricchezza e della varietà del patrimonio commerciale di Cassino. Ed è proprio sulla valorizzazione di questa peculiarità, che si è imperniato il progetto di rilancio che la nostra Amministrazione sta portando avanti con grande convinzione.
Parliamo di negozianti ed artigiani, ma soprattutto di famiglie che conducono, da decenni, attività che hanno segnato la nostra storia economica e sociale: bar Argo, “Bindariegl” di Luigi Fiorenza, torrefazione La Brasilera, La Campagnola ristorante, Cascella, pasticceria Da Andrea, Mario D’Aguanno orologeria, bar Dante, coltelleria Durante, bar Luciano, Renzi abbigliamento, supermercati Pietroluongo, gioielleria Tucci, Malatesta tessuti, ottica Miconi, Mosè colori, Farmacia Ricciuti Cassino, Antica Tabaccheria del Corso e Vogue abbigliamento. Realtà commerciali, ma anche luoghi e soprattutto persone – ha evidenziato Capizzi - che rappresentano, per l’Amministrazione e la comunità locale, un grande e prezioso patrimonio da tutelare”.
Conclusa la fase amministrativa del progetto, nei prossimi mesi, si lavorerà innanzitutto sulla “riconoscibilità”. “Supportare e rilanciare le nostre botteghe storiche– ha aggiunto l’assessore al Commercio – significa anche preservare un pezzo della memoria collettiva di Cassino. Per questo consideriamo il riconoscimento regionale non certo un punto di arrivo, ma un solido punto di partenza di un disegno ancora più ambizioso. Vogliamo costruire intorno a queste attività un progetto di valorizzazione che ne rafforzi la visibilità, ne racconti la storia e contribuisca a renderle sempre più integrate nell’immagine e nell’identità della nostra città. Per questo obiettivo il Comune è già a lavoro per mettere subito a disposizione dei 19 esercizi, delle targhe apposite che le rendano immediatamente riconoscibili come parte di un “circuito” cittadino delle attività storiche.
Nascerà una vera e propria rete, che sarà al centro di un progetto di valorizzazione e comunicazione pensato per rafforzare la visibilità delle attività, divulgando le storie “di famiglia”, sempre uniche e talvolta incredibili. Un piano ambizioso, condiviso e sviluppato assieme ai protagonisti di questo percorso, che presto presenteremo alla cittadinanza” ha concluso l’assessore Capizzi, non prima di sottolineare “l’importante lavoro svolto dal personale dell’ufficio che, a partire dal censimento, ha dato il via ad un iter di una certa complessità che offrirà opportunità importanti per il tessuto economico cittadino, storico e non”.
Il Comune, inoltre, ricorda che il riconoscimento regionale di bottega storica del Lazio comporta anche specifici obblighi di conservazione. La normativa prevede infatti vincoli relativi alla continuità merceologica e al mantenimento delle caratteristiche di pregio degli arredi, delle vetrine, delle insegne, oltre agli elementi tradizionali e tipici dell’attività, alle apparecchiature d’epoca e agli strumenti produttivi legati agli antichi mestieri, laddove presenti.