CASSINO - LA SETTIMANA DEI MONASTERI
- Tommaso Villa
Si è tenuto l'altro pomeriggio presso la sala “Restagno”, con collegamenti ed interventi anche da remoto, l’incontro istituzionale dedicato al percorso di partecipazione per la candidatura nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco della serie “Gli insediamenti benedettini altomedioevali in Italia”.
L’iniziativa segna una fase avanzata di un percorso complesso e articolato avviato nel 2016 e promosso dal Ministero della Cultura. Il progetto punta all’iscrizione della rete dei monasteri benedettini - che include le abbazie di Montecassino, Subiaco, San Vincenzo al Volturno e Farfa – nel prestigioso elenco Unesco.
L’incontro ha visto una nutrita e partecipata rappresentanza istituzionale, tecnica e monastica. A fare gli onori di casa il sindaco Enzo Salera. L’Ufficio Unesco del Mic, coordinato da Maria Assunta Peci, ha ribadito l’impegno ministeriale a tutela di questo patrimonio. Per il Ministero e il Fondo Edifici di Culto è stato evidenziato il ruolo cruciale nella custodia e gestione di molti dei complessi interessati.
Intervenuti da remoto per la Regione Lazio gli assessori Baldassare (Cultura) e Ciacciarelli (Protezione Civile) (con la conferma del sostegno formale e finanziario del progetto) e presenti il vice presidente della Regione Molise, Roberto Di Baggio, le Prefetture e le Province di Frosinone, Rieti e Isernia, insieme ai Comuni sedi delle abbazie (Cassino, Fara in Sabina, Subiaco, Rocchetta a Volturno, Castel San Vincenzo).
Coinvolte attivamente le comunità e le figure degli Abati di Montecassino (di alto profilo l’intervento di don Luca Fallica), Subiaco e Farfa, le quali incarnano il valore spirituale e culturale della regola benedettina. Fondamentale il contributo del comitato scientifico, del redattore del dossier Ruggero Longo, di Ales S.pA e di Links Foundation.
Tutti gli interventi hanno sottolineato l’importanza storica, sociale e spirituale dell’eredità di San Benedetto. Oltre all’impatto sul patrimonio architettonico e paesaggistico è stato posto l’accento sulla dimensione etica ed europea: il messaggio di pace, ordine e disciplina della Regola benedettina (Ora ed labora), oggi quanto mai attuale; nonché sul coinvolgimento delle comunità locali e dei giovani, quindi l’importanza di rendere la storia dei monasteri un patrimonio vivo, accessibile e diffuso, stimolando la consapevolezza dei cittadini e delle nuove generazioni. I lavori proseguiranno con tavoli tecnici di concertazione per la definizione finale delle responsabilità del Piano di Gestione, fondamentale per la tutela futura di questi beni straordinari.