L'INCHIESTA - LA GRANDE SPOLIAZIONE DELLA CIOCIARIA

  • Tommaso Villa

La grande spoliazione della Ciociaria. Sette giorni d’inchiesta per ricostruire quarant’anni di industrie scomparse, enti perduti, servizi ridimensionati, promesse mancate e popolazione in fuga.

La Ciociaria non è diventata più debole in una notte. Non c’è stato un unico decreto che abbia cancellato la Ciociaria dalla carta geografica economica e istituzionale del Lazio. Non esiste neppure un solo responsabile al quale attribuire tutto ciò che è accaduto. È stato un processo lento. Una fabbrica dopo l’altra. Un ufficio dopo l’altro. Un ente accorpato, un ospedale ridimensionato, una sede decisionale trasferita, un’opera annunciata e mai realizzata. Ogni vicenda è stata raccontata come un episodio autonomo, affrontata con qualche protesta, accompagnata dalle consuete rassicurazioni e infine archiviata. Questa inchiesta nasce dalla volontà di unire quei punti.

Per sette giorni Penna e Spada proverà a ricostruire ciò che la provincia di Frosinone ha realmente perso negli ultimi quarant’anni. Non soltanto edifici, uffici e fabbriche, ma autonomia, occupazione, popolazione, capacità decisionale e peso politico.

La parola “spoliazione” è forte. Non deve però essere utilizzata per costruire una teoria del complotto contro la Ciociaria. Non tutto ci è stato sottratto. Alcune strutture sono state chiuse, altre accorpate, altre ancora trasferite. Ci sono servizi che sono stati ridimensionati e obiettivi che il territorio non è mai riuscito a conquistare.

Una Corte d’Appello mai istituita non può essere considerata alla stessa maniera di una Camera di Commercio che ha perso la propria autonomia. Un aeroporto civile rimasto sulla carta è diverso da una fabbrica che ha chiuso lasciando centinaia di famiglie senza lavoro. Le differenze saranno rispettate. Perché un’inchiesta credibile deve separare i fatti dalle suggestioni, le perdite effettive dalle occasioni mancate e le responsabilità documentabili dalle accuse generiche.

È stato un lavoro complesso, anche perché le fonti consultate restituiscono spesso dati differenti. Un documento può indicare i posti letto programmati e un altro quelli effettivamente utilizzati. Una società può aver cessato la produzione senza essere ancora formalmente chiusa. Un finanziamento annunciato può non corrispondere a una somma realmente spesa. Per questo abbiamo scelto di distinguere con attenzione tra chiusura, accorpamento, trasferimento, ridimensionamento, commissariamento e opera mai realizzata. Non sono la stessa cosa.

Il programma dell’inchiesta

Lunedì 3 agosto – Non è soltanto una questione di fabbriche Partiremo dall’industria, il volto più evidente della crisi: Videocon, Cartiere Medidionali, Marangoni, Ilva, Valeo, Ideal Standard, Saxa Grestone, Stellantis e il progressivo indebolimento dell’indotto.

Martedì 4 agosto – Gli enti che non decidono più qui Ricostruiremo la storia delle autonomie perdute e degli organismi confluiti in strutture regionali o interprovinciali: Camera di Commercio, consorzi industriali, Banca d’Italia, promozione turistica, scuole e uffici giudiziari.

Mercoledì 5 agosto – Il commissariamento permanente Cercheremo di capire perché diversi enti siano rimasti per lunghi periodi affidati a commissari nominati dalla Regione e perché la gestione straordinaria rischi, troppo spesso, di diventare la normalità.

Giovedì 6 agosto – Le promesse mai mantenute Alta Velocità, Interporto, aeroporto civile, Corte d’Appello, collegamenti stradali e grandi progetti presenti da decenni nei programmi politici, ma ancora incompiuti o mai realizzati.

Venerdì 7 agosto – La sanità che arretra Analizzeremo la trasformazione degli ospedali provinciali, distinguendo le nuove strutture territoriali dagli ospedali per acuti, i servizi recuperati da quelli effettivamente perduti e i posti programmati da quelli realmente disponibili.

Sabato 8 agosto – La fuga dei giovani e la provincia che si svuota Racconteremo il calo degli abitanti, la denatalità, l’invecchiamento, la perdita dei giovani laureati e la progressiva fragilità dei piccoli Comuni.

Domenica 9 agosto – Le responsabilità e il metodo per ripartire Concluderemo individuando le responsabilità nazionali, regionali e locali, proponendo un nuovo metodo di programmazione e raccogliendo nel dossier finale le cinquanta principali perdite e occasioni mancate della Ciociaria.

Non sarà un processo sommario alla politica né un esercizio di nostalgia. Sarà il tentativo di comprendere come una provincia industriale, collocata in una posizione strategica tra Roma e Napoli, abbia progressivamente perso funzioni, abitanti e capacità di incidere sulle decisioni che riguardano il proprio futuro.

Perché prima di stabilire come ripartire bisogna avere il coraggio di ricostruire ciò che è accaduto. E soprattutto bisogna smettere di considerare ogni perdita come un episodio isolato. Da domani, per sette giorni, proveremo a unire i punti.