STELLATIS - LA POLITICA HA MISERAMENTE FALLITO

  • Tommaso Villa

Da quello che si apprende dal tanto atteso piano industriale di Stellantis, lo stabilimento di Cassino sarà destinato alla produzione di vetture del settore premium, in particolare Maserati. Ma questo non ora, forse a settembre. O meglio, a settembre, Filosa, da Detroit, deciderà come e quando produrle.

Uno stabilmento enorme come Cassino con più linee di produzione che dovrà solo fare uno, al massimo due prodotti di un brand blasonato ma che nell'ultimo anno, 2025, ha venduto appena 7900 vetture con flessioni fortissime su tutti i mercati, in particolare quello a stelle e strisce (-38%) e con un pesante passivo di 198 millioni di euro. Servono 3000 e più dipendenti per produrre 7900 auto?

Invito il ministro Urso a rispondere, non a me, ma i lavoratori di Termini Imerese, pardon di Cassino. Già che c'è risponda anche a quelli di Taranto e degli stabilimenti Electrolux in Italia. Ma tornando a Cassino, di chiacchiere in questi giorni se ne sono dette tante, tutti a sentenziare, tutti a sperare che arrivino i cinesi, tutti a dire è colpa di questo, è colpa di quello, ma nessuno che si sia assunto la responsabilità di questo disastro, perchè questo, se non lo si è capito, è un disastro che ne Zls, ne zone franco doganali, ne i 2 milioni della legge regionale 259 potranno nemmeno lontanamente arginare.

Tutto questo è semplicemente aberrante, è un ulteriore schiaffo, peggio, un pugno in faccia ai lavoratori di Cassino Plant, a quelli dell'indotto e soprattutto è un pesante malrovescio a questo territorio, il basso Lazio ormai allo sbando: senza più identità e senza futuro. Perchè i giovani dovrebbero rimanere e lottare per far risorgere questo territorio? Meglio che vadano a costruire il loro futuro dove il loro apporto è un valore aggiunto e non un peso. Vadano dove i loro diritti, allo studio, al lavoro, alla crescita sociale, siano cemento per l'evoluzione della comunità. Non qui.

Questo territorio è malato, è afflitto da un tumore, la politica del compromesso, del particolare, dell'autoreferenzialità, che ormai, come le metastasi in un corpo esangue, è ovunque. Bisogna essere ciechi per non vedere i risultati che questo cancro ha prodotto: il nostro è un territorio devastato da inquinamento, malattie, povertà economica e miseria sociale. Cassino Plant è solo la punta dell'iceberg, un iceberg che ancora galleggia ma che è alla deriva. Le vertenze lavorative e sociali non si contano più.

Avviso il commissario del Consorzio Industriale del Lazio, ente sempre più imbarazzante, e l'assessore regionale al ramo che, nel domino della desertificazione in corso, il prossimo a saltare è l'insediamento Henkel di Ferentino, dove i lavoratori sono in agitazione (Nella foto).

A Loro va il nosto sostegno perchè difendano con le unghia e con i denti il loro posto di lavoro prima che qualche avvoltoio arrivi a speculare sulle loro disgrazie. Difendetevi da soli non credete a chi viene al vostro capezzale in punta di morte per farsi un selfie. Questa politica ha fallito miseramente e amaramente credo che questa volta sarà molto dura rialzarsi.

Lorenzo Fiorini - PSI