ANCE FROSINONE - EDILIZIA MOTORE DELL'ECONOMIA

  • Tommaso Villa

Il settore delle costruzioni resta uno dei pilastri dell’economia della provincia di Frosinone, e proprio da questo punto di partenza si è aperto l’intervento del Presidente della Provincia, Luca Di Stefano, ieri sera all'evento promosso da ANCE Frosinone, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, presso Borgo dei Lecci a Sora. Un appuntamento che ha riunito imprenditori del comparto edile, amministratori locali e rappresentanti istituzionali per un confronto diretto sulle prospettive di sviluppo del territorio.

Di Stefano ha ricordato come gli ultimi anni abbiano rappresentato una delle stagioni più significative in termini di investimenti pubblici. «Credo che la nostra nazione abbia vissuto una delle migliori stagioni in termini di investimenti pubblici», ha dichiarato il Presidente, sottolineando come il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza abbia permesso a tanti Comuni di trasformare visioni amministrative in opere concrete: scuole, nuovi asili, mense scolastiche, case di comunità, piazze rigenerate e nuovi centri urbani.

Accanto ai risultati raggiunti, il Presidente ha posto l’accento su una criticità che riguarda l’intero territorio provinciale: la carenza di personale nei comuni. «In molti paesi della nostra provincia i sindaci hanno solo due o tre dipendenti che devono fare tutto», ha spiegato, ricordando l’impegno della Provincia nel farsi «Casa dei Comuni», offrendo supporto tecnico-amministrativo dalla progettazione alla rendicontazione e fornendo personale ai Comuni più piccoli. Su questo fronte, Di Stefano ha richiamato la richiesta avanzata recentemente al governo durante una convention sulle aree interne: una deroga sulle assunzioni per uffici tecnici e polizia locale, ridotti all’osso in molte realtà. «Sono problematiche di sicurezza e progettazione che vanno oltre il colore politico», ha precisato, aggiungendo che il territorio deve essere pensato come un’area vasta.

Il Presidente si è poi soffermato sul tema del turismo, definendo la provincia, con i suoi 91 comuni, ancora indietro su questo fronte. «Dobbiamo avere una visione per i prossimi 20 anni per far risorgere il territorio», ha affermato, ricordando gli investimenti già messi a terra dalla Provincia: circa 100 milioni di euro, tra fondi PNRR e fondi di coesione, destinati alla messa in sicurezza delle scuole, e circa 35-40 milioni di euro investiti sulla viabilità dal 2023 a oggi.

Non è mancato un passaggio sulla riforma istituzionale, con Di Stefano che si è espresso a favore del ripristino dell’elezione diretta del Presidente della Provincia, insieme al recupero di competenze e risorse che la legge Delrio ha progressivamente allontanato dai cittadini.

Il Presidente ha infine indicato il tema dell’acqua come la sfida più importante per il futuro del territorio. In attesa dell’approvazione della legge sull’ATO unico regionale, Di Stefano ha rilanciato la richiesta di fusione tra gli ambiti ATO 2 e ATO 5, che condividono gli stessi gestori. «Questo permetterebbe ai cittadini tariffe più basse ed eque e consentirebbe investimenti pubblici sull’infrastruttura idrica molto più importanti, paragonabili a quelli della provincia di Roma», ha spiegato, ricordando come il territorio abbia ereditato infrastrutture obsolete. «Non possiamo permettere che i cittadini abbiano problemi con un bene primario durante la stagione estiva. Questa è una battaglia di tutti», ha concluso il Presidente.